Unioni civili, primi sì in Senato al ddl Cirinnà. Pd freddo con Alfano: "L'adozione resta"

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Il ddl Cirinnà sulle unioni civili, che contiene anche la contestata norma sulla stepchild adoption, ha superato in Senato lo scoglio delle pregiudiziali di costituzionalità e delle richieste di rinvio del testo in Commissione (Pd e M5s hanno votato allo stesso modo contribuendo al via libera). Ora si entra nel merito. Il dibattito generale durerà una ventina di ore. Slitta alla prossima settimana il voto sugli emendamenti al ddl che il governo vorrebbe veder approvato entro l'11 febbraio. Ma sull'approvazione pesa l'incognita dei voti segreti che potrebbero essere decine (ma decide Grasso). E le polemiche non si sono affatto placate con Fi, Lega e Fdi contrari alle adozioni l'interno delle unioni omosessuali e Pd e M5s invece favorevoli. Contrario pure l'Ncd che per mantenere unita la maggioranza ha provato a proporre al Pd un suo sì alla legge purchè dal testo venisse eliminata la stepchild adoption. Un buco nell'acqua: la risposta del partito di Renzi, intenzionato comunque ad andare avanti con o senza Alfano - tanto ci sono i pentastellati -,  è stata gelida. "Si va alla prova delle intese parlamentari" hanno spiegato fonti dem a Palazzo Madama. "E riteniamo che ci possano essere convergenze ampie e trasversali". Regge invece il compromesso raggiunto sui 5.000 emendamenti presentati dalla Lega: il Carroccio sta per ritirarne 4.500, la stragrande maggioranza, in base alla promessa del Pd di non presentare l'emendamento "canguro" che li farebbe decadere tutti. Nel dibattito generale ha preso per prima la parola proprio la relatrice del testo, Monica Cirinnà: "Vi chiedo scusa se qualche volta sono stata un po' brusca, ho cercato solo di spiegare che il nuovo istituto di unioni civili, nella sua quarta versione, è già una sintesi moderata" ha detto spiegando di aver vissuto sulla sua pelle "gli effetti di un dibattito avvelenato"  e sottolineando come nel dibattito anche sui media "la frase che ritengo più falsa è che stiamo introducendo il matrimonio e le adozioni gay". Sul tasto più delicato del ddl un'assicurazione a tutti coloro che temono che la stepchild adoption apra la porta a chissà quali sconquassi come l'utero in affitto: "Sulla stepchild adoption si sono agitati i fantasmi più spaventosi. La legge 40, quasi interamente riscritta dalla Consulta, vieta e punisce espressamente la pratica della gestazione per altri! Questo divieto è in vigore, resterà in vigore e in nessun modo il testo di cui discutiamo oggi interferisce con tale divieto". 

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