A Bersani non basta "contentino" Unioni civili "Pd non e' porto dove possa sbarcare chiunque" . Oltre a Cuffaro anche Verdini e Alfano nel mirino

. Politica

Pierluigi Bersani parla del tesseramento in Sicilia, dove c'e' il sospetto di adesione di cuffariani, che poi sono i seguaci di Toto' Cuffaro, ex presidente di centrodestra della Regione, appena uscito di prigione, dopo avere scontato 7 anni per associazione mafiosa. Ma parla anche dei veridiniani, sempre più in maggioranza in Parlamento e senza citarlo direttamente anche di Alfano e del suo Nuovo centrodestra, alleato organico di Renzi. "Il Pd non e' un partito di potere buono per tutti gli usi. Non siamo un porto in cui può sbarcare chiunque", avverte. Ancora "Se nel Pd entra certa gente, io non so più se ci voglio stare". Lancia un messaggio: "Fermiamo chi non c'entra con noi". Intanto mette dei paletti: "Sara' difficile portarci dove non vogliamo andare. Il Pd e' un partito di governo, di centrosinistra, di cambiamento, con il nostro profilo. Cominciamo di qui e poi parliamo di misure organizzative". A Bersani non basta "il contentino" sulle Unioni civili: "Sono state fatte tante altre cose che non erano nel programma del Pd, questa era nel programma". Senza risparmiare una frecciatina ai verdiniani: "Anche noi non amiamo la mediazione liturgica, Lascerei alle spalle la roba da sala Verde (la sala di palazzo Chigi dove per anni si sono tenuti gli incontri tra governo e i sindacati. Uno con Aldo Moro premier duro' diciotto ore ininterrotte)e anche quelle da 'sala Verdini', adesso che mi viene in mente". L'uscita di Bersani e' rivolta nell'immediato alla Sicilia, ma sullo sfondo c'e' l'Alleanza per la nazione. Bersani non vuole nessuna alleanza con Alfano e tantomeno Verdini alle prossime elezioni. Di partito della Nazione, neanche a parlarne, ma se anche Renzi dovesse cambiare la legge elettorale permettendo il voto di coalizione aniziche' quello di lista, per Bersani, nessuna alleanza se non con forze di centrosinistra. Altrimenti sarà addio sofferto, perché il Pd non avrà più niente della sua vecchia "ditta". Ed appare difficile che Renzi rinunci a Bersani. Non per amore ma per convenienza politica, in stretto termine di voti.

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