Pd a M5S "Ridicolo sanzionare chi dissente". La replica "Fascismo renziano"

. Politica

Acque sempre più agitate nei rapporti tra Pd e M5S. Chiuso da Grillo il secondo forno sulla stepchild adoption, con la libertà di coscienza nelle votazioni sulle Unioni civili, riscoppia la tempesta su quella che viene giudicata una purga grillina, vale a dire le sanzioni anche economiche, con tanto di "contratto pre-matrimolinale!", per i dissidenti. Il caso e' venuto fuori a Roma, con i 150 mila euro di multa per i consiglieri che violeranno le regole interne. La sanzione e' prevista anche a Torino per chi dovesse cambiare linea politica. Dalle prossime politiche potrebbe  diventare norma anche a livello nazionale. Il Pd va all'attacco con il suo vicesegretario, Lorenzo Guerini: "Le sanzioni pecuniarie sfiorano il ridicolo. Credo confermino l'ineludibile esigenza di procedere senza indugi a discutere ed approvare una nuova legge sui partiti in attuazione dell'art.49 della Costituzione". Ancora: "Capisco che i grillini si oppongano perché significa garantire trasparenza alla vita dei partiti, regole per la democrazia interna, pluralismo, libertà di dissentire. Ma e un problema che non riguarda questa o quella forza polita ma un pezzo della qualità sostanziale della nostra democrazia". La replica dei Cinque Stelle non si e' fatta attender: "Ora ci aspettiamo olio di ricino e manganelli". Poi la spiegazione: "Ecco la legge anti-M5S, che vuole imporre la forma partitocratica. E' fascismo renziano". E Alessando di Battista aggiunge: "Nei giorni in cui fanno le operazioni con i cinesi, loro attaccano il M5S, per loro i voltagabbana sono una scelta programmatica".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi