Coppie gay e adozioni, si va avanti. Il ddl Cirinnà supera il primo scoglio ma c'è il rinvio a martedì: compromesso cercasi?

. Politica

Coppie gay e adozioni, si va avanti (tra le polemiche nel Pd e il voto determinante dei cinquestelle). L'aula del Senato ha infatti respinto con 101 voti a favore, 195 contrari e un astenuto la richiesta di non passaggio agli articoli sul disegno di legge, firmata dai senatori Roberto Calderoli (Lega), Gaetano Quagliariello (Idea) e altri 74 senatori. Se fosse stata approvata avrebbe rimandato il testo in commissione: in sostanza una sospensione di sei mesi. Il ddl Cirinnà ha superato così il primo scoglio - il voto sugli emendamenti riprenderà martedì 16 - ma la sua navigazione non sarà senza forti turbolenze, a partire dai voti segreti che il centrodestra ha chiesto a gran voce e in gran copia (125) sugli articoli più contestati - quelli su una presunta sostanziale equiparazione tra le unioni omosessuali e il matrimonio e sull'adozione del figlio naturale del partner - e che il presidente Grasso ha deciso invece di centellinare, ricevendo per questo violenti attacchi da Lega, Fi e Ncd. Palese e non segreto è stato infatti il primo voto di oggi sul non passaggio agli articoli e il risultato si è visto (a favore hanno votato Pd, M5s e i verdiniani). Turbolenze che hanno fatto saltare l'accordo tra il Pd che avrebbe dovuto ritirare il suo emendamento 'canguro' se la Lega avesse ritirato il 90% delle sue 5.000 proposte di modifica (cosa che non è ancora avvenuta) e che si sono trasformate in uno scontro al'interno del Pd sulla libertà di coscienza che il capogruppo Zanda vorrebbe limitato a soli tre emendamenti e i 'cattodem' invece allargato a nove. Un clima arroventato dunque sul quale è calato a fine giornata l'annuncio che le votazioni riprenderanno martedì prossimo. Qualche giorno di tempo per rasserenare gli animi e per verificare se c'è la possibilità di un compromesso, di un ammorbidimento sulla stepchild adoption che è il vero nodo. Tempo utile anche per Renzi, che tiene più alle unioni che alle adozioni, come ha fatto chiaramente capire. 

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