Coppie gay: la bagarre in Senato, l'augurio di Bagnasco per il voto segreto, la replica piccata del governo "Non lo decide la Cei"

. Politica

Bagarre in Senato sulle unioni civili e sulle adozioni per le coppie gay. Ma anche fuori Palazzo Madama, con un botta e risposta tra il presidente della Conferenza episcopale, il cardinal Bagnasco, e il Pd, a testimonianza di quanto sia delicato e coinvolgente il tema in discussione. Se in aula non si placano le polemiche e gli scontri verbali tra centrodestra, centristi e Ncd da un lato - contrari al ddl Cirinnà, così come i 'cattodem' - e la stragrande maggioranza del Pd, delle sinistre, dei verdiniani e del M5s dall'altro, all'esterno del palazzo non è che il clima sia meno acceso. Prova ne è l''augurio' di un voto segreto espresso al cardinal Bagnasco che è entrato così nel vivo dello scontro in atto tra le forze politiche sul contestato ddl (martedì iniziano le votazioni sugli emendamenti)e chiedendo in sostanza quello che stanno chiedendo a Grasso i senatori del centrodestra. "Ci auguriamo che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto" ha detto il capo di Vescovi italiani, a margine della Messa per la giornata del Malato. Parole che hanno provocato la reazione immediata e piccata del Governo: "Le esortazioni sono giuste e condivisibili, ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato. Non il presidente della Cei" ha detto il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Luciano Pizzetti (Pd). In aula, tra i diversi scontri verbali il più infuocato è stato quello che ha visto protagonista l'azzurro Maurizio Gasparri che ha accusato il Pd Sergio Lo Giudice di aver 'comprato' il proprio figlio: "Questo ddl dovrebbe essere intestato a Lo Giudice e non alla senatrice Cirinnà. Stiamo facendo tutto questo, in particolare con l'art.5, perchè serve a Lo Giudice" ha detto Gasparri, subito rimbeccato dal senatore dem con un "Non ti permettere!" e scatenando la protesta di tutto il gruppo Pd. Anche il centrista Giovanardi ha provocato proteste nei settori avversari quando si è vivacemente lamentato con la presidenza di turno per un bacio che si sarebbero scambiati nelle tribune del pubblico due studenti delle associazioni pro-gay che assistevano al dibattito :"Gesto sconveniente e provocatorio" ha gridato ringraziando il commesso per essere intervenuto subito. 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

Commenti

0 # angelo 2016-02-11 22:38
E' giusto che non decida la Cei,ma nemmeno quattro politici di sinistra gay che non rappresentano per fortuna la maggioranza degli Italiani. Il voto deve essere segreto.

I commenti sono chiusi