Il tallone d'Achille di Renzi? Dieci banche in difficoltà il vero cruccio di Matteo

. Politica

Da due anni in tanti brigano, a partire dagli ex comunisti, per cercare il tallone d'Achille di Renzi. Per poterlo mettere all'angolo e neutralizzarlo, prima che dopo le riforme si prenda definitivamente il potere, guidando l'Italia nella Terza Repubblica. Da lui fortemente voluta. A palazzo Chigi c'e' preoccupazione per la tenuta del sistema bancario, soprattutto in seguito alla tempesta sui mercati. Da un dossier riservato della presidenza del Consiglio sarebbe emerso lo stato di difficoltà di ben dieci banche. Sarebbero quasi nelle stesse condizioni in cui versavano i quattro istituti che hanno costretto il governo all'intervento d'emergenza. Ed ora con il bail in se saltassero le banche, e qualcuna queste sarebbe di primissimo piano, salterebbero anche i risparmi di molti italiani. Sarebbe un disastro, dalle conseguenze difficilmente prevedibili. Renzi appare comunque fiducioso. "Ce la caveremo", avrebbe confidato ai suoi. Che le banche siano "il tallone di Matteo" lo ha scritto Francesco Verderami sul Corriere. E curiosamente l'articolo appare il giorno successivo a quello sul Foglio nel quale si parlava di un manovra in corso per sostituire Renzi. Lo stesso premier potrebbe avere alimentato certe voci in modo da portare allo scoperto i suoi avversari. In molti colloqui riservati Renzi avrebbe rimarcato l'impossibilita di essere interprete, suo malgrado, di un "remake" del film del 2011. Le differenze sono sostanziali. L'attuale governo e' più forte rispetto a quello di Berlusconi di cinque anni fa. E po non c'e' Fini… e neppure Napolitano. Inoltre il centrodestra non si e' ancora riassestato ed i Cinque Stelle non paiono riscuotere la fiducia necessaria a livello internazionale. Dunque non ci sono le condizioni, almeno attualmente per una crisi politica. Ci sono pero' rischi di una crisi di sistema. Quello che può sollevare l'umore del premier e' che l'Italia non e' la sola alle prese con la crisi delle banche. Anche la Deutsche Bank ha il suo bel fardello di debiti. Tanto che ieri a palazzo Chigi per allentare la tensione ci scherzavano anche su. "Ora ci offriranno di sospendere il bail in fino al 2050...", la battuta. Poi la riflessione seria: "La crisi a Berlino potrebbe segnare una svolta nella crisi dell'Europa e dare inizio a una riforma condivisa pr superare difficoltà che investono i paesi europei". A patto che Renzi non dimentichi di avere il "tallone" scoperto...

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