Unioni civili, un Pd in crisi chiede e ottiene il rinvio "per riflettere". L'accusa a M5s "Ha tradito". Cirinnà "Lascio la politica"

. Politica

Dopo il caos di ieri con il dietrofront del Movimento 5 Stelle sul 'super-canguro' (l'emendamento Dem che, se approvato, avrebbe fatto decadere tutti gli altri) un Pd in difficoltà ha chiesto e ottenuto un rinvio di una settimana nell'esame del ddl sulle unioni civili in Senato, per "riflettere" sul percorso parlamentare del ddl Cirinnà. Tra i dem, da Renzi in giù, si parla più o meno apertamente di "tradimento" da parte dei pentastellati che rigettano però l'accusa scaricando sulle divisioni interne ai Democratici la colpa dell'impasse. L'opposizione gongola così come il Ncd e i cattodem ed è sempre più probabile che alla ripresa delle votazioni, il 24 febbraio, gli articoli sulla contestata stepchild adoption (la possibilità in una coppia gay di adottare il figlio naturale del partner) vengano stralciati, dal momento che, invece, sul riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali a parole son tutti d'accordo.  In questo quadro lo sfogo di una Monica Cirinnà depressa: "Il 2081, cioè il disegno di legge sulle unioni civili ora all'esame all'aula del Senato - ha detto - lo abbiamo scritto, nella sua ultima versione, per rispettare la scadenza voluta da Renzi del 15 ottobre, io, Tonini e Lumia nella stanza di Tonini. E questa versione rappresentava l'accordo raggiunto nel Pd sulla materia. Era nel totale rispetto del programma di Governo". "Lo so che ho sbagliato a fidarmi de Movimento 5 stelle e pagherò per questo. Mi prendo la mia responsabilità politica di essermi fidata di loro. Concluderò la mia carriera politica con questo scivolone. Ne prendo atto".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi