Veti, accuse alle banche tedesche: Renzi contro Berlino. Sempre di più molti contro il premier compreso Monti

. Politica

Renzi forse per la prima volta si sente stretto all'angolo. Da quando ha cominciato espressamente a criticare questo tipo di Europa, a guida tedesca, con tuttalpiu'  il solo asse Berlino-Parigi a prendere le decisioni che contano, il premier italiano e' finito nel "mirino". Non solo da Bruxelles, oltre che dalla Merkel, ma anche da un certo establishment italiano che fa capo ai vari Monti e Napolitano, arrivano critiche a cascata. Così Renzi ha deciso di prendersi il centro del ring, conscio di tutti i rischi che comporta, attaccando direttamente le due maggiori banche tedesche per i titoli tossici che ne minerebbero la liquidità al pari di banche italiane sommerse invece da crediti inesigibili. Ma soprattutto Renzi annuncia quello che l'Italia può fare, porre il veto contro la proposta tedesca che punta a limitare il possesso da parte delle banche dei titoli di Stato. Se dovesse passare la proposta dei falchi tedeschi (anche il capo della vigilanza della Bce ha lanciato l'idea di un limite del 25% del capitale proprio della banca) per l'Italia sarebbe un disastro, C'e'addirittura chi parla di una sorta di bail in non per le banche ma per l'Italia, che vedrebbe elevarsi e di parecchio i tassi d'interesse che deve pagare per il suo debito pubblico. C'e' stato anche uno scambio vivace di opinioni tra Monti e Renzi. L'ex premier senza mezzi termini ha accusato l'attuale premier di alimentare il disprezzo per l'Europa un rischio di "benaltrismo" su scala europa di questo disprezzo. Per questo Monti invita Renzi a riflettere. Immediata la replica: "Non accetto lezioni sul rispetto delle regole". Ma le critiche al premier vengono anche dal Corriere con un fondo di Antonio Polito dal titolo: "La spinta smarrita del premier". "Forse Renzi pecca di eccessivo ottimismo - scrive - su di noi si stanno addensando nubi minacciose, visibili ad occhio nudo. Cresciamo a un ritmo che e' la meta' della media europea e quel che e' peggio cresciamo con l'andatura del gambero, un decimale in meno ogni trimestre". Poi c'e' anche il giudizio sfavorevole del Financial Times, che rappresenta la finanza internazionale che conta, che qualche giorno fa commentava: "Si e' esaurita la fortuna di Renzi". Ed addirittura un professore come Alberto Mingarelli che lo rappresenta come una sorta di schizofrenico dal doppio volto, il primo Renzi innovativo e coraggioso, il secondo affamato di consenso che punta sulla domanda e ricorre alla spesa pubblica per rilanciare i consumi ed accappararsi voti. Renzi dovra' attrezzarsi per navigare nei prossimi mesi in mezzo ad acque molto agitate, sperando che non arrivi la tempesta perfetta. Accade già nel 2011 a Berlusconi. Ultimamente le analogie stanno diventando allarmanti. L'Europa ed anche alcuni fan italiani detestano l'uomo forte in Italia e preferiscono governi accondiscendenti e senza troppi grilli per la testa. Una vecchia storia. Con personaggi che puntualmente ritornano. Niente in politica succede a caso.

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