E' ufficiale Alfano terrorizzato dalla soglia di sbarramento cambia nome e toglie "destra", sperando nella "generosità di Renzi" ma...

. Politica

Ora e' ufficiale. Lo ha annunciato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin a "Otto e mezzo". il Nuovo centrodestra, il partito creato da Alfano, all'indomani dal divorzio con Berlusconi e all'abbraccio con l'allora premier Enrico Letta, cambierà presto nome e sparirà il riferimento alla "destra". Sono trascorsi 825  dalla nascita di Ndc che poi con Matteo Renzi e' entrato al governo, ottenendo poltrone importanti come gli Interni e la Salute, oltre a altri ministeri e diversi sottosegretari. Da tempo Alfano ha virato a sinistra la prua della sua scialuppa, sperando poi nella "generosità" di Renzi, pur sapendo che forse questo non e' certo uno degli aggettivi più appropriati per il premier. "Presto lanceremo un nuovo soggetto politico, posso solo dire che nel nome non ci sarà la parola destra", la spiegazione della Lorenzin. Si sa che quella parola non piace proprio al Pd ma soprattutto alla sua minoranza interna. Ma basterà cambiare un nome per convincere Bersani e & ad accettare Alfano in una lista oppure in una colazione (se dovesse cambiare la legge elettorale)? Magari chissà sotto quali fattezze potrebbero poi apparire anche Verdini ed i suoi, che con Alfano si detestano. Il problema reale e' che Renzi guarda naturalmente, oltre al veto della sua minoranza, anche e soprattutto al giudizio degli elettori. Dai quali vorrebbe essere consacrato leader per guidare dopo le elezioni la creatura istituzionale da lui faticosamente costruita, la Terza Repubblica. Ebbene qualsiasi sondaggio da al Pd meno voti di quelli che prenderà nel caso si dovesse alleare, a qualsiasi titolo, con i vari Alfano e Verdini. Poi perché' mai Renzi dovrebbe fare una coalizione per governare dopo le elezioni se otterrà la maggioranza assoluta, come previsto dalla nuova legge elettorale? E perché dovrebbe dare ministeri chiave a chi nemmeno porta i voti? Tutte risposte che verranno alla vigilia delle elezioni. Ma quello che appare probabile e' che "destra" o meno nel nome, cambi poco per Alfano. E la soglia del 3% se la dovrà sudare nelle prossime elezioni. Ma dove piglierà i voti sufficienti, non certo a destra, che ha rinnegato, ed allora dove? Per ora i sondaggi sono impietosi. Forse Renzi potrebbe questo si' generosamente concedere, anche per gratitudine politica una decina di posti in lista ai più "meritevoli" di quello che fu Ndc. Ma di alleanze davvero difficile a parlarne e di inarchi prestigiosi per il futuro ancora di meno. 

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