Minoranza Pd vorrebbe la fiducia su Unioni civili. Congresso Pd a dicembre 2016 ed elezioni anticipate nella primavera del 2017 ipotesi renziane

. Politica

Nel Pd, tanto per cambiare, e' guerra aperta sulle Unioni civili. Con la parte cattolica da una parte, che continua ad attaccare la stepchild adption, anche se con meno insistenza e dall'altra la minoranza interna, che non senza un pizzico di provocazione, chiede al premier di avere sulle Unioni civili la stessa determinazione che ebbe ai tempi dell'Italicum, la nuova legge elettorale. Di più i bersaniani chiedono a Renzi di porre la questione di fiducia sul provvedimento. Richiesta che potrebbe essere formalizzata all'Assemblea nazionale di domenica. Ma dove sta la provocazione? Nel fatto che Renzi ha sempre detto che quella sulle Unioni civili, essendo un tema etico, e' di competenza del Parlamento e non del governo. A parte questa considerazione la fiducia metterebbe a dura prova l'alleanza di governo. Anche se non ci sono dubbi che Alfano la voterebbe. Direbbe per il bene dell'Italia, magari non trascurando se stesso ed i suoi. Il punto centrale resta comunque politico e riguarda il Pd, anche se nell'occasione la colpa della frenata parlamentare e' stata scaricato tutta sui grillini. Renzi sa che non e' solo così, non c'e' votazione, esame di una legge o di un decreto, su cui il Pd non di divida. Dentro i dem c'e' un problema di fondo difficile da superare se non dopo alcuni passaggi. Quando ci sono i problemi in politica sorgono anche le tentazioni. Ed e' quanto sta avvenendo in ambienti renziani. La prima, attribuibile allo stesso Renzi, e' quella di anticipare il Congresso del partito, che a norma di statuto dovrebbe svolgersi nel novembre del 2017, a subito dopo il referendum costituzionale di ottobre. Data ipotizzabile, dicembre 2016. In questo modo sull'onda del successo referendario (sempre che sia così come tutti pensano, sondaggi compresi) il segretario-premier potrebbe mettere mano al partito rinnovandolo. Coe' riducendo i margini di manovra della minoranza. Molti con l'avvicinarsi delle elezioni per mantenere il seggio in Parlamento potrebbero venire a più miti pretese. Ed a molti altri sarà negato il posto in lista. A questo punto potrebbe partire la seconda tentazione. Fatto il referendum e poi il Congresso cosa dovrebbe aspettare di più Renzi per entrare nella terza Repubblica, da lui creata? Che senso avrebbe andare avanti un altro anno con un Senato ancora determinante ed a rischio in ogni votazione? Normalmente in qualsiasi democrazia quando si verifica una radicale riforma costituzionale si va a votare. Lo sanno tutti, ma ancora molti fanno finta di niente. Fanno come gli struzzi e mettono la testa sotto la sabbia. 

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