Pd, Enrico Rossi governatore della Toscana si candida alla segreteria in alternativa a Renzi. Candidato "tosto" punta alla golden share "non si può portare via pallone con cui si gioca"

. Politica

La sinistra del Pd si attrezza per tempo nella speranza di riprendersi la "ditta" o quantomeno conquistarsi una golden share  per contrastare Renzi. Così' Enrico Rossi, governatore della Toscana, uno "tosto", uno della vecchia guardia, ha annunciato che sfiderà Matteo Renzi nel prossimo Congresso del Pd, prevsisto per il 2017, ma che probabilmente verra' anticipato alla fine di quest'anno, a dicembre. Dopo il referendum costituzionale che  il premier pensa di stravincere. L'annuncio a Pontedera, casa di Rossi, con l'avvio alla raccolta delle firme necessarie. "La mia sarà' una candidatura - ha spiegato - alternativa a Renzi, ma con l'ambizione di superare la dinamica tra renziani ed antirenziani. Per questo mi definisco convintamente rossiano". Un po' anche per smarcarsi dalla figura ingombrane di Pierluigi Bersani. "Quello che mi sento di assicurare fin da ora - la sue parole . e' che non faro' danni al Pd, perché penso che in un partito plurale come il nostro si possa esprimere le proprie opinioni anche senza dovere portare via il pallone con il quale si e' giocato". La sua candidatura alla guida del Pd ha l'obiettivo di "uscire dagli attuali schemi dell'essere o con Renzi o contro Renzi e di avere come interlocutore la sinistra del partito pur riconoscendo la spinta innovativa del premier. Ma l'obiettivo reale e' anche un altro. Visto che la nuova legge elettorale assegnerà al vincitore, che tutti pensano che sia Renzi, con il premio di maggioranza (sia che la vittoria sia al primo turno con il superamento della soglia del 40%, sia che sia al ballottaggio con l'altra lista più votata) 340 seggi sui 630 disponibili, diventerà fondamentale per la sinistra del Pd avere più di 24 seggi. Infatti essendo la maggioranza alla Camera, che con la riforma costituzionale, sarà anche l'unica Camera a dare la fiducia, di 316 voti, occorrono almeno 24 voti a Montecitorio per avere una sorta di golden share. Se la sinistra Pd centrerà  a il suo obiettivo costringerà sempre Renzi alla mediazione e diventerà nei fatti un secondo partito, l'unico in grado di entrare nelle principali decisioni. 

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