Wikileaks, "Berlusconi spiato nel 2011". Renzi chiede spiegazioni agli Usa. Fi "Avevamo già denunciato il complotto"

. Politica

Wikileaks colpisce ancora, stavolta le relazioni tra Italia e Usa. L'ambasciatore americano a Roma, John Phillips, è stato convocato alla Farnesina per fornire spiegazioni sulle intercettazioni cui sarebbe stato sottoposto Silvio Berlusconi, allora premier, nel 2011, da parte  uno speciale servizio della NSA (National Security Agency). In particolare l'organizzazione creata da Julian Assange parla nei suoi files di telefonate intercettate dagli americani tra Berlusconi e suoi più stretti collaboratori , di un colloquio telefonico tra i premier italiano e quello isareliano Netanyahu e di un incontro a tre tra Berlusconi, Sarkozy e Merkel proprio nei giorni critici dello spread a 500 punti, quelli che portarono poi alle dimissioni del primo ministro italiano. Nel report della NSA sull'incontro, rivelato da Wikileaks, Sarkozy avrebbe detto a Berlusconi che "le istituzioni finanziarie italiane potrebbero presto 'saltare in aria' come il tappo di una bottiglia di champagne" e che "le parole non bastano più'" e che Berlusconi "ora deve prendere delle decisioni". Nella telefonata tra Berlusconi e Netaniahu, il premier italiano - sempre secondo i files rivelati da Wikileaks - avrebbe promesso di mettere l'Italia a disposizione di Israele, nell'aiutare a rimettere a posto le relazioni di quest'ultimo con Washington. Vicenda delicatissima e imbarazzante per le relazioni tra Italia e Usa - alleati storici e strettamente impegnati nella collaborazione anti-terrorismo (vedi la vicenda dei droni Usa a Sigonella in funzione anti-Isis) - sulla quale è stato costretto ad intervenire anche Matteo Renzi che ha annunciato stamane di voler chiedere "informazioni in tutte le sedi, anche con passi formali" sul caso. E come prima mossa c'è stata, sempre stamane, la convocazione alla Farnesina dell'ambasciatore degli Stati Uniti d'America John Phillips "per avere chiarimenti circa le indiscrezioni comparse su alcuni organi di stampa secondo le quali il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi e alcuni suoi stretti collaboratori sarebbero stati sottoposti a intercettazioni telefoniche nel 2011". Ma Forza Italia, che ha sempre parlato di 'complotto' nel 2011 per far cadere Berlusconi, ha giudicato "tardiva e insufficiente" la reazione di Renzi invitandolo a non stare "tanto tranquillo". Renato Brunetta, capogruppo alla Camera, si chiede perchè le intercettazioni escano solo oggi, ricorda che "le agenzie di rating declassarono senza motivo l'Italia per dare una spinta" al premier e aggiunge: "Evidentemente Berlusconi non era in sintonia con i poteri forti di allora", concludendo così: "Il tempo è galantuomo, noi avevamo già denunciato il grande imbroglio dello spread e il complotto per far cadere Berlusconi".

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