Bersani: "No a Congresso anticipato risposta arrogante, tranciante". "Verdini e' diventato commestibile? E Renzi rottama o resuscita?

. Politica

"Una risposta arrogante, tranciante". E' il secco commento di Pierluigi Bersani al "no" ad un Congresso anticipato arrivato dalla segreteria Pd all'indomani del voto in Senato sulle Unione civili. Il motivo della richiesta avanzata dalla sinistra Pd e' l'entrata in maggioranza di Denis Verdini con i suoi 18 senatori. "Mi spiace che non si veda - la spiegazione di Bersani - un po' di gente in giro che stia cercando di raffigurare un Pd ospitale per un'idea di sinistra. Se non si apprezza questo sforzo vuole dire che non si sta capendo cosa sta succedendo". Ancora: "Ci sono dei problemi che richiederebbero una discussione. Un Congresso sarebbe più utile ma cercheremo comunque di far vivere una discussione nel partito, ci vediamo a Perugia per questo", facendo riferimento alla Convention della minoranza del Pd che si terra' l'11, 12 e 13 marzo. Poi l'ex segretario del Pd, nonché maggiore oppositore all'interno dello stesso di Renzi, ha affrontato il delicato tema dei voti di Verdini e del suo ingresso nella maggioranza, anche se solo parlamentare. "Non e' vero che noi abbiamo bisogno di Verdini come non era vero che avevamo bisogno di Berlusconi con il patto del Nazareno. E' una scelta. Renzi scelga se vuole fare quello che rottama o resuscita e su questo bisognerebbe fare una bella discussione anche congressuale". Continua Bersani nel suo ragionamento: "Se uno che vota la fiducia non e' in maggioranza, uno che non la vota non e' all'opposizione…Siamo tra aggiuntivi e disgiuntivi. Eccoci finalmente approdati nella Casa delle libertà...Devo riconoscere a Renzi una straordinaria  qualità, e' riuscito a cambiare le papille gustative di un bel pezzo dell'area democratica e dell'informazione. Il mondo di Verdini risulta improvvisamente commestibile. Io continuo a trovare questa cosa sorprendente". Poi Besani ha anche scherzato con i cronisti che lo hanno avvicinato a Montecitorio e che gli chiedevano conferme sull'eventualità che, con l'avvicinamento di Verdini al Pd, la minoranza possa uscire dal partito: "Se uno riesce a buttarmi fuori deve avere un gran fisico…". Erano gli stessi renziani ad avere per primi pensato ad un Congresso anticipato da tenersi a fine anno subito dopo il referendum costituzionale, in modo da tenersi pronti anche per eventuali elezioni politiche anticipate per la primavera del 2017 anziché del 2018. Il problema vero e' che Renzi vuole assolutamente prima vincere il referendum ed affrontare poi il Congresso. La minoranza lo ha capito e vorrebbe il confronto definitivo prima del referendum per non dare a Renzi lo slancio di una vittoria referendaria in grado di cambiare pelle al paese.

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