Giochi da I Repubblica in vista della III , con il duello Verdini-Alfano, Renzi in regia, Berlusconi in stand by. Per evitare "golden share" a Bersani. Davvero finito patto Nazareno?

. Politica

Sono in corso grandi manovre da prima Repubblica per potere fare vivere tranquillamente la terza. Perché la politica non muore mai, nemmeno con la prossima legge elettorale che dara' al vincitore la maggioranza assoluta di 340 deputati su 630, nell'unica Camera che rimarrà per la fiducia al governo, ovvero l'aula di Montecitorio. Al Senato sarà relegata una funzione del tutto marginale con la fine del bicameralismo. Ora secondo quasi tutte le previsioni dovrebbe essere proprio Renzi, che tra l'altro e' l'autore delle riforme che ridisegnano a fondo il paese, a vincere le elezioni. Sia che si svolgano alla scadenza naturale del 2018, sia che vengano tenute nella primavera del 2107 dopo la consultazione elettorale referendaria, fissata ad ottobre ed un Congresso anticipato del Pd. Ma dopo il referendum, come vuole Renzi, e non prima, come invece desidera Bersani. E la differenza non e' da poco per i giochi in corso. Ora se Renzi piglierà 340 deputati, avrà si' la maggioranza assoluta, che e' fissata a 316, ma basterebbero 24 deputati a Bersani per avere una sorta di "golden share" in grado di tutto condizionare. Per superare anche questo ostacolo e potere navigare tranquillo per cinque anni Renzi dovrebbe imbarcare i centristi. E gran parte del futuro si deciderà in questa piccola area politica con tanti leader e pochissimi voti. Così' e' iniziata la "battaglia dei centri", sfida della quale Renzi sembra essere non solo spettatore ma anche regista. La Stampa ha parlato dell'ipotesi che Scelta civica, gli ex montani ora al governo, si fondano in unico soggetto politico con Ala, la formazione di Denis Verdini. La manovra consentirebbe a Renzi di sganciarsi, a dire il vero, dalle poche pressioni di Alfano ed "arruolare" il più fidato ed amico Verdini, un conterraneo che sta diventando una sorta di grande manovratore in una politica stagnante. Di fatto Renzi non cambierebbe squadra di governo e quindi non dovrebbe passare dal Quirinale, ma cambierebbe la maggioranza di  governo, con Alfano marginalizzato da Verdini. Perché, come osserva il Corriere, una fusione Verdini-Scelta civica, porterebbe l'ex braccio destro di Berlusconi ad essere non solo nella maggioranza parlamentare ma anche in quella di governo. Infatti il successore di Monti, Zanetti, non solo guida Scelta civica ma e'anche vice ministro dell'Economia. Verdini e' sempre più pimpante dopo avere letto "con gusto pari alla sorpresa" l'editoriale di Scalfari su Repubblica che chiedeva alla sinistra Pd perché "non potesse accettare in maggioranza Verdini, che e' perfino più affidabile di Alfano". Povero Alfano, sta prendendo legnate da ogni parte… A Scalfari si e' riferito Bersani quando si e' detto sorpreso per come Renzi sia "riuscito a cambiare le pupille gustative di un bel pezzo dell'area democratica e dell'informazione". Le preoccupazione di Bersani pero' sono altre e riguardano il Congresso, dove vorrebbe prendere almeno il 10% per poi potere avere numeri sufficienti in lista per avere la "golden share" nella prossima Camera, e soprattutto le manovre al centro con la possibilità che a Renzi arrivi un "soccorso bianco". Lo stesso Renzi ne ha parlato con i suoi, se i centristi riuscissero a superare la soglia del 3% nelle urne sarebbe pronto ad imbarcare quel gruppo nella maggioranza proprio per impedire a Bersani di avere la "golden share". E la sinistra dem diventerebbe così' nella prossima legislatura politicamente quello che sarà il Senato istituzionalmente. Irrilevante, con una sola presenza simbolica. Irrilevanza che presto potrebbe toccare anche ad Alfano che in qualche modo teme un endorsement pubblico di Renzi a favore di Verdini. Alfano potrebbe vedersi costretto anche ad allearsi con Verdini e Scelta civica alle prossime elezioni sempre nella speranza di superare la soglia di sbarramento del 3%. Perché Renzi non può per ragioni interne e non vuole perché penalizzato dai sondaggi, allearsi a nessun titolo direttamente con i centristi di qualsiasi fazione siano. Il futuro passa per chi controllerà questa linea di frontiera di centro. E se anziché ad Alfano toccasse a Verdini rientrerebbe in gioco in qualche modo Berlusconi. Perché con l'ex delfino Alfano il Cavaliere ha definitamente rotto con Verdino no, anzi e' l'unico ponte che lo collega a Renzi, tanto da fare scrivere al Foglio: "Siamo sicuri che il patto del Nazareno sia morto davvero?". Per Berlusconi con Verdini sarebbe più agevole svolgere un ruolo di opposizione costruttiva, in caso di sconfitta, nel prossimo Parlamento. Ma potrebbe svolgere un ruolo importante anche se ballottaggio dovessero andare  Renzi e Grillo, difendendo Matteo dal  "fascismo a cinque stelle" con un appoggio pubblico per il secondo turno. Renzi e' all'oscura di tutto? Il problema vero e' come fare prendere il 3% alla più che scassata armata bracaleone centrista, dove ci sono più candidati che voti. Non li sopportano ne' a destra, ne' a sinistra. Il nodo da sciogliere e' proprio questo e "l'aiutino" elettorale potrebbe venire solo da un nuovo accordo Renzi-Berlusconi. Altrimenti sarà Bersani con una trentina di deputati ad essere il vero secondo partito con tutto cio' che comporta...

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