Verdini "nemico pubblico numero uno" agita la sinistra dem con la sua "voglia" di primarie per il Pd

. Politica

Ormai per la sinistra dem Denis Verdini e' diventato una sorta di "nemico pubblico numero uno". E quando Bersani e compagni hanno letto alcune indiscrezioni di Repubblica  sulle intenzione del senatore toscano di partecipare ai gazebo romani del Pd per appoggiare Giacchetti sono saltati sulla sedia. Stupore, concitazione, rapido giro di telefonate di verifica. Tanto che il presidente del Pd Matteo Orfini e' dovuto intervenire su twitter per cercare di fare sbollire gli animi. "Se davvero Verdini ha voglia di primarie, convinca la destra a organizzarle", ha postato. Citando fonti parlamentari di Ala (la sigla ai più sconosciuta della neonata formazione di Verdini che tanto scompiglio sta portando) Repubblica scrive di una strategia in tre mosse dell'ex braccio destro di Berlusconi per avvicinarsi sempre di più a Renzi. Dare una mano ai candidati renziani nelle prossime amministrative, fare campagna elettorale per loro e "dove possibile" presentare liste civiche alleate con il Pd. In particolare Verdini avrebbe addirittura parlato di "dovere" nelle patite più attese, Milano e Roma. Nel capoluogo lombardo vuole aiutare Sala (mentre l'altro centrista Alfano sta con Parisi candidato di centrodestra) ed a Roma Giacchetti andando anche alle primarie per sceglierlo come candidato a sindaco della capitale. Ma e' arrivata anche una smentita di uno dei diretti interessati a calmare almeno momentaneamente le acque. Perché molti e non solo nel Pd sono convinti che quella indicata da Repubblica sia realmente la strategia di Verdini. Il deputato di Ala, Ignazio Abrignani, che era stato citato dal quotidiano nella sua ricostruzione, spiega: "Il mio ragionamento, parlando con dei colleghi in Transatlantico a Montecitorio, e' stato diverso: stimo Giacchetti, anche per comuni passioni, e lo riterrei un ottimo candidato della citta' in cui vivo, per cui, se fossi un elettore del Pd, domenica avrei votato per lui. Ma ne' io, ne' i miei amici siamo iscritti al Pd e non abbiamo pertanto alcuna intenzione di partecipare a questa battaglia. Ne' tantomeno l'amico Denis Verdini ci ha mai detto di andare a votare le primarie". Allora il voto di Verdini ed i suoi arriverà invece nella ben più difficile battaglia elettorale che Giacchetti dovra' sostenere in primavera per cercare di fare il sindaco di Roma? Quello di oggi era solo un richiamo per le allodole?

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