Mutui casa, il governo corregge il decreto: le banche potranno pignorare solo dopo 18 rate non pagate, non più 7

. Politica

Il governo correggerà il decreto sui mutui casa e sulla possibilità data alle banche di pignorare l'immobile dopo una serie di rate insolute. Una direttiva europea che l'Italia avrebbe dovuto applicare stabiliva in sette il numero di rate non pagate, anche non successive, prima che le banche potessero avviare la procedura di vendita dell'immobile e senza passare dalla decisione di un giudice. Ma la protesta si è levata forte, fuori e dentro il palazzo, soprattutto con i Cinquestelle che hanno occupato l'aula della Commissione Finanze a Montecitorio e poi l'aula, in diretta tv, con sventolio di cartelli e breve occupazione dei banchi del governo al grido "La casa non si tocca". Oggi il ripensamento: la banca potrà avviare la procedura di vendita della casa di chi non ha pagato 18 rate del mutuo, e non più sette, come era scritto nel dlgs sui mutui. In una conferenza stampa, convocata dal Pd per fare chiarezza sui contenuti del provvedimento, è stato il capogruppo Ettore Rosato ad annunciare il cambio di rotta del Pd e, di conseguenza, del governo. Rosato ha precisato che non si tratta di una marcia indietro: "Si tratta di condizioni che erano contenute nel parere della commissione che il Movimento 5 stelle ci ha impedito di presentare in commissione, e che riceveranno il parere favorevole del governo". Parere che sarà presentato ufficialmente la settimana prossima. Quanto alle proteste di ieri, l’ufficio di presidenza di Montecitorio sospeso per sei giorni i deputati grillini Nicola Bianchi, Marco Brugnerotto e Ivan Della Valle e per tre giorni altri otto sempre de gruppo M5s.

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