Libia: Renzi "Scenari di guerra irreali", rivolto a nuora (i media) perché suocera intenda (Usa& alleati). "Ora prudenza e buon senso".

. Politica

Matteo Renzi frena sull'intervento in Libia che in molti danno già' per deciso. Sulla sua e-new smentisce le ricostruzioni giornalistiche comparse sui maggiori giornali italiani sull'imminente partecipazione dell'Italia ad un'operazione, che senza troppe ipocrisie viene chiamata "guerra". Se andrà o non andrà in guerra, comunque lo pagherà. E lo potrebbe pagare anche doppio, se decidesse all'italiana per andarci solo un po'. Di certo e' che Renzi rivendica il diritto di essere lui a decidere. Senza condizionamenti. E siccome Renzi non e' certo il tipo da farsi condizionare dai media, non e' alla stampa che si ribella, anche se così' appare ma a tutti  quelli che stanno facendo pressione a livello internazionale ed anche interno, gli apparati della Difesa e degli Esteri, perché l'Italia, come suggerisce l'amabasciatore John Philips (del quale Renzi e'peraltro amico personale per le radici in terra toscana dello stesso Philips), assuma la guida di un spedizione in terra libica. Con tanto di scarponi sul terreno, che pero' gli americani questa volta non vogliono nemmeno indossare, preferendo come loro antico costume bombardare dall'alto. Il classico parlare a nuora perché suocera intenda. "I media - scrive Renzi - si affannano ad immaginare scenari di guerra italiana in Libia che non corrispondono alla realtà. Questo non e' il tempo delle forzature, ma del buon senso e dell'equilibrio. La tragica vicenda dei due italiani uccisi in Libia, per la quale ci stringiamo insieme a tutti gli italiani alle famiglie, dimostra una volta in più  che la guerra e' una parola drammaticamente seria per essere evocata con la facilita' con cui viene usata in queste ore da alcune forze politiche e da alcuni commentatori. Quando ci sono vicende del genere mi piace pensare che l'Italia risponda tutta insieme, senza volgari strumentalizzazioni di parte, ma con la consapevolezza di essere prima di tutto una comunità. Le singole divisioni politiche vengono dopo. Prudenza, equilibrio, buon senso, queste le nostre parole d'ordine, ben diverse da chi immagina di intervenire in modo superficiale e poco assennato". Poi Renzi spiega che un eventuale "impegno italiano" in Libia, potrebbe avvenire solo "sulla base della richiesta di un governo legittimato" della Libia e "comunque sarebbe necessaria l'autorizzazione con un voto del Parlamento". Così anche se indirettamente Renzi manda un chiaro messaggio non solo alle cancellerie degli altri paesi, ma anche alle feluche ed ai graduati di casa nostra. Che elaborano piani e strategie. Insomma sia chiaro avrebbe detto ai suoi: "Se pensano di mettermi davanti al fatto compiuto, si sbagliano di grosso". Poi c'e' il problema di quell'Europa, tanto attenta e premurosa quando c'e' da far di conto, quanto egoista e slegata quando ci sono crisi internazionali con tanto di interessi economici e strategici di mezzo.  Con ognuno che cerca di accaparrassi quanto più può in termini di "bottino". Con inglesi e francesi, che già scorrazzano per tutta la Libia con nostalgici sentimenti colonialisti. A loro piacerebbe e molto spartirsi la torta della Libia, Tripolitani, Cirenaica e Fezzan. E lasciare solo le briciole... 

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