Pd: Caos primarie, i "due partiti" , la "vendetta" di D'Alema e la mossa di Renzi "o dentro o fuori". Resa dei conti il 21 in direzione

. Politica

Ormai e' plastico, il Pd e' uno e se non trino almeno doppio, nel senso che al suo interno convivono di fatto due partiti, con pretese egemoniche, che poco si concigliano con una disciplina interna. Il caos delle primarie ne e' la prova più evidente, con tanto di schede bianche per gonfiare l'affluenza, piuttosto scarsa, e con la guerra tra renziani e la sinistra interna. Renzi ha vinto dappertutto, ma ora la sinistra prepara la sua "rivincita", che pero' potrebbe servire solo a fare perdere il Pd, anzi Renzi. A Napoli Bassollino (che per la moglie ha sofferto ancora di più dell'addio, doloroso, al Pci) sembra deciso a presentare una sua lista. "Sabato ore 10,30 al teatro Augusteo, Napoli riparte" il suo post su Facebook. E' sponsorizzato dall'eurodeputato Massimo Paolucci, più dalemiano di D'Alema. Nei capannelli del Pd a Montecitorio si commenta: "D'Alema vuole vendicarsi di Renzi". Anche a Roma l'ex premier starebbe preparando lo sgambetto a Renzi, facendo da sponsor ad una lista guidata dall'ex ministro Bray. Poi che sia Bray o Fassina, un candidato della sinistra a Roma ci sarà, così' come a Milano dove Francesca Balzani non si e' detta disponibili a guidare una lista arcobaleno d'appoggio a Beppe Sala. "E' evidente che si sta cercando di sfasciare tutto", e' il commento del presidente del partito Matteo Orfini. Raccontano che Renzi sia molto arrabbiato da tutti questi movimenti e prova un fastidio particolare nei confronti di D'Alema "scissionista". "Gli altri no, ma lui sta giocando un altro gioco", pensa il premier. Così' e' stata convocata la direzione per il 21 marzo, primo giorno di primavera. Ma quale sarà la primavera del Pd? Lo scontro si presenta durissimo, una sorta di resa dei conti, con Renzi che appare intenzionato ad andare fino in fondo e presentare un documento, che potrebbe essere titolato "o si adeguano o se ne vadano pure quelli della sinistra", e che dovrebbe contenere una sorta di mozione che vincoli tutti gli iscritti al Pd a comportamenti e dichiarazioni in linea, dopo le decisioni prese a maggioranza o risultanti dal voto delle pimarie. Documento difficilmente digeribile dalla sinistra, anche perché' suona come l'attuazione di uno schema, caro da sempre a Renzi, "O dentro alle mie condizioni o fuori". "Non si può ogni volta rimettere in discussione il risultato delle primarie tentando di minarle alle fondamenta. Non si può stare in un partito e attaccarne i candidati a sindaco. Scelgano una volta per tutte da che parte stare", lo sfogo di Renzi con i suoi collaboratori.

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