Primarie per legge, Pd "e' ora di cambiare" e accelera anche Toti, "novello Bruto" di Berlusconi

. Politica

Una legge per dare alle primarie regole e controlli certi. Non più una cosa privatistica, come le votazioni per una bocciofila, ma uno strumento regolato per legge. Ne ha evidenziato la necessita' con il Messaggero il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini "anche le altre forze politiche sembrano disponibili". Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che sull'argomento, insiste da tempo e soprattutto dopo la rottura tra Berlusconi ie Salvini sulla candidatura per il Campidoglio, gli fa eco, "FI non e' più egemone, servono gazebo veri".  Guerini spiega che potrebbe essere un investimento di tutta ll politica per "riannodare il filo con i cittadini". Consultazioni on line? " Per Guerini "No, questo no. Sarebbe solo un simulacro di partecipazione come dimostra il M5S". In questi anni, continua nelle sue argomentazioni, le altre forze non erano disponibili, quasi "fosse un affare interno del Pd. Qualcosa finalmente si sta muovendo". Poi una precisazione: "Non c'e' nessun progetto dem di limitarle ai soli iscritti, sono uno strumento di allargamento del processo decisionale". Certo se fosse così la destra potrebbe andare a scegliersi ill candidato del Pd e viceversa. Gli fa eco il governatore della Liguria, quel Giovanni Toti, ultima delle creature di Berlusconi, ora "novello Bruto", ma dalla faccia di cernia, come ironizza qualcuno della stretta cerchia del Cavaliere E si' perche' l'uscita di Toti nei fatti e' contro Berlusconi, che di primarie non ha mai voluto sentire nemmeno parlare, volendo continuare ad essere soltanto lui a scegliere il futuro candidato del centrodestra se sarà alleanza o della sola FI, se non ci sarà l'intesa. Quello che vuole il Cavaliere, se capira' di non potere competere con Renzi per la vittoria, e' di portare in Parlamento un gruppo di fedelissimi per poi eventualmente cercare un accordo con lo stesso Renzi, se diventerà premier, sostituendo i centristi di Alano a rischio quorum. Sarebbe anche una garanzia per il giovane leader toscano per contrastrare Bersani che altrimenti con una manciata di appena una trentina di deputati potrebbe  ottenere una sorta di glolden share nella nuova Camera, che dara il via alla Terza Repubblica.  Toti spiega: "Il Pdl aveva quasi il 40%, Oggi c'e' una galassia di sigle equivalenti", per cui "le primarie sono l'unica via d'uscita". Toti non vorrebbe rompere con il suo capo, "anche Silvio ne uscirebbe rafforzato. Nessun correntone". Ma non e' così' e Toti lo sa bene. Vorrebbe invece dire imbalsamare definitivamente il Vechietto e renderlo assolutamente ininfluente sui nuovi asseti del centrodestra. Quello che Toti immagina e' una sfida a due tra lui e Salbini per la leadership. Con la convinzione di poterla vincere. E senza ricevere lo scettro da quello che una volta era l'indiscusso sovrano del centrodestra. Un'altra amarezza per il Cavaliere. Con i delfini non ne azzecca una, forse per lui meglio guardare allora altrove…E ci sta seriamente pensando, con qualche rimpianto ma con il futuro ancora davanti. Si sa nella vita ma ancora di più in politica, mai dire mai. E all'"appuntamento" con Renzi dopo le elezioni, Berlusconi ci sta pensando sempre più seriamente.

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