Pannella, il "lungo addio" con occhi scintillanti del "giusto". Ultimo tratto di strada illuminato da una fede "la comunità dei viventi e dei morti"

. Politica

Un "lungo addio", quello di un grande uomo e di un grande politico, Marco Pannella. Somma ingiustizia, per uno che si e' sempre battuto per una giustizia giusta, e' che non e' stato nominato senatore a vita. Perché questa mancanza? Chi piu di lui lo avrebbe meritato? Uno che si e' sempre battuto con il suo partito radicale per gli esclusi e per gli abbandonati, per i diritti. Che ha combattuto, quando Grillo non aveva cominciato a fare neppure il comico, contro la casta, contro le malversazioni della politica. Che si e'sempre affannato contro ogni tripo di stereotipo, imponendo nuovi temi, dalla necessita' di una semplificazione politica con un bipartitismo all'americana, alla critica ai sindacati, quando parevano inattaccabili perché strettamente legati al Pci. Sempre sostenitori dei temi civili come il divorzio e l'aborto, schierato anche in difesa dei carcerati, a volte in condizioni disumane. Fuori dal coro quando su trattava di attaccare frontalmente i comunisti del Pci, quando a tanto non osava neppure la Dc. Sempre scomodo per i partiti tradizionali.L'unico che l'apprezzava fino in fondo, senza riserve, era Bettino Craxi. Il suo primo sciopero della fame, diventato poi strumento per combattere a spese del proprio corpo e del suo metabolismo,  risale proprio al 68, contro l'invasione della Cecoslovacchia da parte dell'URSS. Quando il Pci stava zitto. Ora Marco e' nella sua casa, una mansarda in via della Panetteria, a combattere con due tumori, uno al fegato e l'atro al polmone. Ma non e' solo. Ha vicino tutti i suoi ragazzi del partito radicale e a casa sua stanno andando po' tutti, da Renzi a Berlusconi. E lui li riceve a braccia a braccia aperte, sempre con quei suoi grandi occhi luminosi, sempre pieni di immagini di futuro nonostante la devastante malattia. A tutti ripete: "Non mollare. Mi raccomando. Eh..". Oppure, "Noi, con felicita' raggiungeremo i nostri obiettivi. Quelli di una giustizia giusta, di un mondo senza porcherie, di una democrazia pienamente realizzata". Parole di un sognatore, di uno che ha fatto della politica una "visione" per un futuro migliore. Pannella non e' un ingenuo. Sa bene che tutto non si realizzerà mai, ma e' convinto anche che battersi per il giusto potra si' comunque fare migliorare di molto il mondo. Come se avesse davanti una vita. A confortarlo nel suo ultimo tratto di strada c'e' una sua fede quella nella "comunità dei viventi e dei morti", la convinzione di una continuità attiva con una sorta di staffetta tra chi rimane e chi se ne va. Ma che in qualche modo rimane, superando la legge della natura, con il suo spirito. Il suo messaggio. E forse chissa' anche con qualcosa d'altro, tanto misterioso quanto impalpabile. ma non per questo meno vero. 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi