Primarie per legge, i renziani del Pd presentano un ddl. Menu' ampio per i partiti, ma anche sanzioni per i trasgressori

. Politica

Era nell'aria politica da tempo, la regolamentazione per legge delle primarie. Ormai strumento abituale del Pd, ma regolamentato come se fosse una bocciofila ed imitato, a titolo di esperimento, anche da settori del centrodestra. Mai realizzata a livello di quelle del Pd per la netta chiusura di Berlusconi, che fin qui ha sempre scelto solo lui. Ormai pero' qualcosa scricchiola su questo versante tanto che Salvini e Toti, l'ultimo "gioiello" del Cavaliere, le reclamano. Non sarà facile la vita parlamentare di questo disegno di legge, che dovrebbe marciare insieme alla riforma dell'articolo 49 della Costituzione che riguarda i partiti. Appare più probabile un'approvazione della legge nella prossima legislatura se vincerà Renzi con la sua Terza Repubblica. Nel ddl e' prevista una scelta alla carta, ogni partito sarà libero di scegliere il suo modello. Primarie aperte (a tutti), semi-aperte (con lo schema usato dal Pd. Partecipano tutti a patto che che sottoscrivano una dichiarazione di condivisione dei valori del partito), chiuse (riservate ai soli iscritti od appartenente ad un apposito albo costituito in precedenza). Pero c'e' una limitazione, si restringono comunque i partecipanti alla consultazione. Possono votare solo coloro che hanno diritto di voto per le politiche. Niente sedicenni, cinesi e stranieri privi di residenza. Il primo firmatario della proposta di legge, Dario Parrini, di stretta fede renziana, spiega: "I tempi sono maturi per una regolamentazione delle primarie. E serve una legge strong. Una legge soft non raggiungerebbe il risultato". E per renderla strong e' stato proposto di istituire un fondo statale di 15 milioni di euro per i prossimi tre anni al quale potranno accedere i partiti che vogliono svolgerle. Sono previste anche sanzioni, chi non ne rispetta il risultato dovrà pagare una sanzione. Esempio: Sergio Cofferati avrebbe dovuto pagarla in Liguria per non avere riconosciuto la vittoria di Raffaella Paita, presentando una sua lista. Se poi e' un intero partito a disattendere l'esito delle primarie, la penale sta nella perdita della cauzione versata per partecipare. Ancora, tutti i partiti dovranno fare le primarie. Se non lo fanno perdono il finanziamento del due per mille.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi