Petrolio, Boschi interrogata dai pm a palazzo Chigi, Renzi attacca "A Potenza indagini che non arrivano mai a sentenza"

. Politica

La ministra Maria Elena Boschi è stata sentita dai pm di Potenza come persone informata sui fatti nell'inchiesta sul petrolio in Val d'Agri che ha portato nei giorni scorsi alle dimissioni della collega Federica Guidi. Due ore di audizione in un ufficio di palazzo Chigi e poi il procuratore capo di Potenza Luigi Gay ha detto soltanto: "Era necessario". Con Gay c'erano i due pm incaricati dell'inchiesta Laura Triassi e Francesco Basentini oltre al capo della Mobile locale Carlo Pagano. La Boschi era stata chiamata in causa in una telefonata della Guidi al compagno Gianluca Gemelli a proposito di un emendamento che sbloccava le estrazioni pertolifere della Total nel giacimento di Tempa Rossa. E proprio mentre si svolgeva l'interrogatorio della ministra per i Rapporti con il Parlamento, al Nazareno nella direzione Pd il premier e segretario dem toccava proprio l'argomento 'petrolio' con accenti polemici nei confronti della procura di Potenza dove - ha detto - si fanno indagini ma non si arriva mai a sentenza. E invece bisogna far presto:"Chiedo alla magistratura italiana non solo di indagare il più velocemente possibile ma di arrivare a sentenza. Ci sono indagini della magistratura a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi", ogni quattro anni, "e non si è mai arrivati a sentenza. Un Paese civile è un Paese che va a sentenza". "Su Tempa Rossa - ha insistito il premier rinnovando la sua disponibilità ad essere sentito dai pm -  si dice che il governo ha fatto attività di sblocco di un'opera privata che era stata individuata nel 1989. Credo che se si decide che un'opera va fatta nel 1989, e c'era ancora il muro di Berlino.., ventisette anni dopo lo scandalo non è l'emendamento approvato ma che per 27 anni sono state buttate via occasioni".  E ancora: "Se è un reato sbloccare le opere, allora io ho commesso questo reato". "La diversità profonda dagli altri - ha concluso Renzi - è che loro parlavano di legittimo impedimento, io dico interrogatemi, gli altri parlavano di prescrizione io chiedo sentenze e dico di fare i processi, ma veloci. Noi non siamo uguali agli altri: sia stampato in testa a chiunque abbia dubbi. Noi non siamo quelli del legittimo impedimento, ma chiediamo che si facciano le sentenze sul serio, veloci".

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