Pd, in direzione l'attacco di Cuperlo a Renzi "Ti manca la statura del leader..."

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"Penso che tu sia profondamente onesto e appassionato per la politica. Ma non ti stai mostrando all'altezza del ruolo che ricopri, ti manca la statura del leader anche se coltivi l'arroganza del capo". E' durissimo l'attacco di Gianni Cuperlo, della minoranza dem, al segretario e premier Matteo Renzi durante i lavori della direzione del partito. "Te lo dico in faccia come piace a te" ha aggiunto Cuperlo non nascondendosi dietro giri di parole. La critica al segretario da parte dell'esponente della minoranza ha riguardato tanto la politica economica del governo quanto l'atteggiamento dell'esecutivo sulle riforme costituzionali e sul referendum di ottobre, senza tralasciare il tema più caldo del momento, l'inchiesta sul petrolio in Val d'Agri condotta dalla procura di Potenza. "Hai scommesso sugli sgravi alle imprese e sussidi al ceto medio. Questa è una cosa diversa dell'investire nelle opere pubbliche. Tempa Rossa - ha detto Cuperlo - non si può chiudere con un "ho deciso io". La questione non è una telefonata ma il processo e i luoghi delle decisioni, il ruolo del Parlamento". "Ma ora basta con le polemiche inutili come quelle dei giorni scorsi. Pochi giorni fa - ha però insistito Cuperlo rivolto a Renzi - hai usato la riforma costituzionale in un modo che non dovrebbe essere mai usat, dicendo più o meno che da ottobre 'spazzerai via le opposizioni'. E dopo? Chi dovrebbe rimanere dopo che avrai spazzato via quelli che non la pensano come te sulla riforma di un terzo della Costituzione? Pensi che quella sarà una democrazia più solida? Il referendum di ottobre - ha concluso Cuperlo - non è il tuo referendum ma è un referendum per superare il bicameralismo. Più lo farai tuo più creerai divisione anche nel tuo partito. Penso che tu si profondamente onesto e appassionato per la politica. Ma non ti stai mostrando all'altezza del ruolo che ricopri, ti manca la statura del leader anche se coltivi l'arroganza del capo". Critico verso il segretario anche un altro esponente della sinistra interna ed ex-capogruppo alla Camera, Roberto Speranza: "Noi non abbiamo bisogno di una direzione che ratifica ma di un confronto, di un dialogo nel partito. Dobbiamo ricreare un partito unito, coeso. In questo la  segreteria del partito di Matteo Renzi è stato insufficiente. C'è un popolo intero di sinistra che non sa dove sta andando il Pd. Dobbiamo convincere questo popolo a restare qui perché questo è il partito che può salvare il Paese ". Il governatore della Puglia Michele Emiliano ha fatto riferimento sia al referendum sulle trivelle (lui è uno di promotori) sia alle parole di Renzi sulla Procura di Potenza: sul referenum ha lamentato l'assenza di dialogo tra Governo e regioni promotrici; sull'inchiesta ha attaccato su Tempa Rossa: "Ti ho sentito parlare imprudentemente della magistratura di Potenza. Hai detto 'com'è che questa gente non arriva mai a sentenza?'. Ma qualche ora fa una sentenza è arrivata (di condanna per gli ex-dirigenti della Total, inchiesta partita nel 2008, ndr). Sul centro oli di Viggiano. Praticamente sulla stessa cosa, con gli stessi dirigenti, ovviamente sono cambiate le persone, che sono stati condannati a sette anni. Mica a una settimana...". Nella replica Renzi ha detto che "Il gruppo dirigente di questo partito e questo governo è molto ampio e plurale, composto da persone con storie diverse". E quanto alle accuse di arroganza rivolte a lui ma anche al gruppo dei suoi collaboratori più stretti ha ribattuto: "La ricostruzione banale del Giglio magico che decide in autonomia va bene per qualche tweet da strapazzo delle opposizioni...".

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