Intrighi, sospetti, guerra tra clan nel governo, con un "clan di figli di p…". Il tutto per un amore che era come un calesse...

. Politica

Al di la' di quelle che saranno, se ci saranno, le responsabilità penali, che spetta solo alla magistratura stabilire, quello che emerge dalle intercettazioni della ministra Guidi non e' un bello spaccato del governo. Il confondere l'amore con la politica e' stato fatale alla ex dirigente di Confindustria. Gia' accusava il compagno tal Gemelli, molto affaccendato in varie faccende, un po' grassoccio, non uno di quelli che fa perdere la testa alle donne, di usarla con il sottinteso di non considerarla troppo come donna, "mi tratti come una serve del Guatemala" (tra l'atro frase dal vago sapore razzista). Lui, imperturbabile, molto attento ai fatti suoi, ribatteva placido: "Ti esponi per Carrai e non per me…". E che doveva fare di più la povera Guidi? Ora costretta anche alle dimissioni dopo che da ministra da compagna del compagno. Poteva accorgersene prima? Ora chissa' quante volte se lo ripeterà. Perché di mezzo ci va anche la reputazione della sua famiglia di nobile casata. Insomma l'amore come un calesse che ha fatto irruzione nella politica o meglio nel governo scoperchiando tante pentole, che forse se lasciate bollire non avrebbe prodotto bel nulla. Sul potente sottosegretario alla Presidenze, De Vincenti (tra l'altro candidato a sostituirla) la Guidi diceva "E'un pezzo di m…", a capo di una combriccola di figli di p…che si fa sempre i fatti suoi". Poi spuntano dossier, compilati e regalati ad amici per usarli contro i nemici. Uno preparato contro Delrio da tal Pastena nel gennaio del 2015, al lavoro per ottenere la consulenza al Mise. Così' telefona a Gemelli il compagno della Guidi: "Dobbiamo vederci molto da vicino, puoi toglierti qualche sfizio, ma serio. Tieni conto che i carabinieri sono venuti a portarmi un regalo in ufficio. Hai visto il caso di Reggio Emilia? Finito sto' casino usciranno le foto de Delro a Cutro con i mafiosi…". Poi c'e'un'altra intercettazione della Guidi con il compagno: "Gianluca, ma sai chi glielo ha messo li' Padoan, te lo devo spiegare io? Sempre quel quartierino li' che lo ha messo li'. Quelle pedine, cioè' De Vincenti da me, non e'un caso, non e' per farmi un favore, perché De Vincenti e' bravo capito? Come non hanno messo li' Pier Carlo per fare un favore a Matteo, perché'Pier Carlo e' bravo...". Per ora politicamente la vicenda arriverà in aula al Senato con la sfiducia del centrodestra e dei Cinque Stelle al governo, il 19 april dopo il referendum. Il governo la caverà, ma ha preso un bello schiaffo. E gli appuntamenti prossimi venturi sono tanti. Dovrà essere bravo Renzi a registrare la macchina prima che sia troppo tardi.

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