Referendum Trivelle "aiutato" dalla bufera mediatica sul governo, "mini-referendum" su Renzi nel ricordo del "tutti al mare di Craxi" del 91

. Politica

Correva l'anno 1991, Craxi era all'apice e Tangentopoli doveva ancora arrivare, quando, sbagliando di calcolo, il 9 giugno in occasione del referendum sulle preferenze promosso da Mario Segni (Segni era contro le preferenze e voleva quella unica. Come cambiano i tempi….ora molti vorrebbero tornare indietro, almeno sulle preferenze) invito' i cittadini a non andare a votare "Tutti al mare!". Invece il 62,6% anso' a votare, anche in dispetto a Craxi, e fu, anche se nessuno subito se ne accorse, la prima pietra che smonto' il farraginoso castello della prima Repubblica. Il tempo passa, ben 25 anni, ma i politici conservano spesso il vezzo di personalizzare certi eventi, nella convinzione che siano di apripista a nuovi successi. Domenica 17 e' fissato un altro referendum, quello sulle trivelle. Ben lontano dalla valenza politica che comunque aveva quello sulle preferenze. Con Renzi che ugualmente dice non di andare al mare perché e' ancora un po' troppo presto, ma una passeggiata magari si'. Si vota sul fatto se devano o meno continuare a perforare le trivelle per l'estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia , cioè a 20 chilometri dalla costa. E' vero che ll referendum e' stato chiesto anche da governatori del Pd pero' Renzi anche per ragioni occupazionali e perché ritiene che comunque la materia sia già stata regolamentata per legge, eventualmente da dividere in alcuni punti, e' favorevole all'astensione per rendere non raggiungibile il quorum. Contro ha tutti soliti noti, più o meno mascherati, gli irriducibili nemici interni. Poi ci si e' messo la bufera mediatico giudiziaria scoppiata dopo le intercettazioni della Guidi e che riguardano, guarda caso, anche il petrolio. Il presidente della Corte Costituzionali Grossi sostiene che il voto sia comunque un dovere dei cittadini "Votare significa essere pienamente cittadini".  Ma un cittadino non ha ha forse il diritto di scegliere quello che politicamente ritiene più opportuno? La libertà non e' uno dei beni supremi della Costituzione? E ci puo' esprimere anche non votando. Grillo invita al voto sperando in una spallata a Renzi e chiede al presidente della Repubblica di prendere una posizione. Vorrebbe un suo invito al voto. Quello che e' certo e' che Mattarella, seguendo la prassi dei predecessori andrà a votare. Un piccolo strappo, il primo? tra i due presidenti. Molte le polemiche, ma difficilmente il referendum raggiungerà il quorum.

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