Renzi ha abolito il Senato, per Casaleggio "l'alieno" via anche la Camera con al suo posto la Rete. Elezioni Internet nel 2040. Un po' fascio-leninista, con il "Cervellone" capo unico

. Politica

Gianroberto Casaleggio, una figura nuova e complessa apparsa all'improvviso come una meteora nel firmamento politico italiano ed altrettanto improvvisamente scomparsa, si e' portato con se molti interrogativi. Perché indubbiamente Casaleggio era un personaggio ancora da scoprire in molti suo risvolti. Chissà se la sua riservatezza fosse anche dovuta ad una difficoltà di parlare in pubblico, che non e' facile per chi non ha avuto una scuola politica. Se fosse apparso solo una trentina d'anni prima sarebbe stato preso e rinchiuso in manicomio, che ancora c'era. Ma lui e' arrivato al momento giusto con una politica in crisi e con molti cittadini in attesa di un messia. Che lui interpretava benissimo disegnando un futuro fantapolitico, da film di fantascienza. Con la Rete che avrebbe dovuto sostituire il Parlamento  come nuovo luogo della sovranità popolare. Un sognatore insomma che immaginava altri mondi possibili. A colpi di profezie da mistico santone dell'improbabile. Con una setta da guidare per raggiungere a tappe il suo trionfo finale, altro che Terza Repubblica di Renzi, un nuovo Ordine, una sorta di primo Reich mondiale. Tra le previsioni una nuova guerra mondiale nel 2020 e la vittoria finale della democrazia in Rete nel 2040. Prima elezione mondiale sempre su Internet nel 2054. Con un movimento del quelle aveva assunto il co-comando con Grillo che doveva trasformare prima il paese e poi il mondo con una struttura fascio-leninista, assai verticistica ed iper controllata. Anche se ne' il fascismo ne' il marxismo facevano parte del suon Pantheon ideale. E neppure aveva radici nel comunismo nostrano, "anche mio zio che era comunista diceva che Gramsci era noioso". Nel suo pantheon ideale facevano parte invece Gengis Khan  dì cui si professava ammiratore (forse con un pizzico di provocazione) e Marco Aurelio, il primo "comunitarista". Spesso lo citava: "Ciò che non e' utile per l'alveare non lo e' neppure per l'ape". Casaleggio era spiazzante ed univa l'egualitarismo dell' "uno vale uno" al super decisionismo personale.  Dicono che fosse un genio, un visionario talentuoso, e probabilmente e' vero, tanto e' stato fulmineo e travolgente il suo successo. Pero' i suoi critici sostengono che in realtà quella prefigurata da Casaleggio non e' che una "pericolosa dittatura", con una "setta governata col metodo del terrore". Con il cervello di un computer attraverso il quale tutto si controlla e tutto si governa. Con un programma universale che e'un misto di marxismo, socialismo reale ed ecologismo, governati pero' da un'unica casta di quelli che hanno accesso al computer che ricorda dittature del passato. Un mix per arrivare alla "decrescita felice", dove tutti gli uomini sono uguali, felici ed obbedienti,ovviamente meno quelli che hanno le chiavi di accesso al grande capo unico ed indiscutibile, il Cervellone. Forse la Rete, sfuggendo al controllo, avrebbe anche potuto diventare una sorta di ghigliottina per arrivare al nuovo Stato. Altro che Robespierre e rivoluzione francese, una rivoluzione telematica, inizio di una nuova era. 

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