Renzi: domenica un "referendum-bufala", non si vota sulle rinnovabili e astenersi è legittimo

. Politica

Sul referendum di domenica, secondo Matteo Renzi, pesa un equivoco cavalcato ad arte dai sostenitori del Sì: la "bufala-trivelle". "Non c'è nessun referendum sulle trivelle. Non c'è una sola trivella in discussione: solo la scelta - spiega il premier - se continuare a estrarre carbone e gas fino all'esaurimento del giacimento senza sprecare ciò che già stiamo utilizzando oppure fermarsi a metà alla scadenza della concessione". L'ultimo appello di Renzi alla vigilia del voto di domenica è un ribadito invito all'astensione per far fallire la consultazione popolare richiesta da nove presidenti di regione ("Non dai cittadini"), sette dei quali del Pd. "Dicono che si voti sulle rinnovabili, su un nuovo modello di sviluppo, sull'alternativa alle energie fossili... In realtà si chiudono impianti che funzionano, facendo perdere undicimila posti di lavoro e aumentando l'importazione di gas dai paesi arabi o dalla Russia" scrive il premier sulla sua Enews elogiando la presa di posizione dell'ex-capo dello stato Giorgio Napolitano - una spiegazione "magistrale" - che ha definito costituzionalmente legittima, al pari delle altre, la scelta di non recarsi alle urne. "Nel caso di un referendum con quorum sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignità di chi dice sì o no" insiste il presidente de Consiglio spiegando che sulle energie rinnovabili l'Italia "va forte, meglio di Uk, Francia e Germania". Ma le rinnovabili da sole non bastano, per il momento. "Se chiudiamo le nostre piattaforme dovremo comprare più gas e petrolio dagli arabi o dai russi, sprecando le risorse già esistenti. A me sembra più saggio finire di estrarre ciò che già c'è, senza licenziare i lavoratori del settore e senza sprecare l'energia che abbiamo". Dopo la presa di posizione di Napolitano il fronte degli anti-trivelle, che coincide in buona sostanza con l'opposizione al governo, ha attaccato il presidente emerito accomunandolo come bersaglio al premier: due avversari da battere - hanno detto da Forza Italia ai Cinque Stelle, dalla Lega a Sinistra Italiana -  andando a votare in tanti per superare il quorum e colpire politicamente il capo del governo. Per capire l'aria che tira e anche quanto sarà dura - ma questo Renzi lo sa benissimo - la campagna elettorale per l'altro referendum, quello di ottobre sulla riforma costituzionale, bastano un paio di tweet di Renato Brunetta: "Grazie Renzi, grazie Napolitano. L'Italia per bene andrà a votare. Boomerang", oppure "Renzi (premier) e Napolitano (ex Capo Stato) tifano astensione. Magistrale spudoratezza fuori dalla Costituzione"

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