Niente quorum sulle trivelle, alle urne solo il 32%. Renzi, "Ha perso la demagogia"

. Politica

Niente quorum al referendum sulle trivelle. Alle 23 si sono chiuse le urne ed è emerso che l'affluenza si è fermata al 32%, molto al di sotto del quorum del 50% più uno. Erano chiamati ad esprimersi 51 milioni di italiani, hanno risposto in 15 milioni: troppo pochi. Quorum non raggiunto nemmeno in Puglia, una delle regioni più impegnate nella battaglia referendaria. Solo la Basilicata ha registrato un'affluenza superioee al 50%. Il risultato è stato commentato ad urne appena chiuse dal presidente del Consiglio che aveva invitato l'astensione. "Ha vinto chi lavora sulle piattaforme. Ha perso chi ha voluto la conta a tutti costi, anche per motivi personali. Il messaggio - ha detto Renzi attaccando non chi si è recato a votare ma chi (e si riferiva ad alcuni presidenti di Regione, ndr) ha cavalcato politicamente il referendum - è che la demagogia non paga". Per Renzi gli sconfitti sono "quei pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che ha voluto cavalcare a tutti i costi un referendum per esigenze personali, particolari. Un referendum voluto pervicacemnete per esigenze di conta interna da parte di qualcuno. Basta con le polemiche, non possiamo permetterci odio sconsiderato". E ancora: "E’ stato inutile buttare via 300 milioni per questo referendum, quando la prima cosa che viene chiesta alle Regioni è di abbattere le code per la sanità...". Chiamato in causa è stato altrettanto duro, con il premier e segretario del suo partito, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano secondo il quale Renzi ha detto tecnicamente un "sacco di bugie". "Renzi - ha aggiunto il governatore dichiarandosi "leale" solo verso i suoi concittadini pugliesi - ha dedicato la sua conferenza stampa ad attaccarmi ma sbaglia: sono andate a votare 14 milioni di persone. Un successo strepitoso che impegna il governo a cambiare politica industriale ed energetica". Emiliano ha spiegato di essere orgoglioso di aver condotto una battaglia di civiltà come quella del referendum e anticipato che non intende candidarsi contro Renzi al prossimo congresso Pd.

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