Volevano trivellare Renzi, Renzi li ha trivellati, "Sono dei demagogici". Vince il partito della Nazione. Mattarella vota alle ventuno...

. Politica

Renzi ha vinto, ha vinto la sua battaglia politica sul referendum sulle trivelle. Ha vinto contro la minoranza del suo partito, all'occasione guidata dal governatore della Puglia Michele Emiliano, che probabilmente con la sconfitta di oggi, ha anche perso le sue chance di essere lui a sfidare al prossimo Congresso del Pd Renzi. Nella sinistra del Pd si sperava nella spallata al premier e si vagheggiavano anche in caso di sconfitta percentuali intorno o sopra il 40%. La linea dello spartiacque per un campanello d'allarme per il premier era sopra il 35%. Se il referendum fosse rimasto confinato nel quesito di merito avrebbe sicuramente attirato poco l'attenzione e la partecipazione sarebbe stata quasi irrisoria. Invece e' stato politicizzato dai nemici di Renzi ed il premier che e' un combattente ha risposto con un invito a non andare a votare. E sicuramente gli e' andata meglio di quando Craxi in occasione del referendum del giugno del 91 sulla preferenza unica invito' tutti ad "andare al mare". Contro di lui tutta la sinistra del suo partito a partire da Bersani, che ha dichiarato che andava a votare perché votare si deve, così come anche il presidente della Corte Costituzionali Grossi, che se ne e' uscito un po' infelicemente dicendo che ili voto e' comunque un dovere. La libertà viene prima. Quello che ha vinto in pratica e' il partito della Nazione, che tanto si vagheggia e che forse mai ci sarà formalmente, ma che nei fatti esiste da temo. Cioè Renzi sicuramente gode  dell'appoggio di una parte del centrodestra che fu, soprattutto sui temi concreti, mentre e' sempre più lontano dal Pd di sinistra, che poi sono gli ex comunisti. Subito dopo i primi dati Renzi ha definito dei demagogici, prigionieri di vecchie ideologie politiche, quelli che volevano fare del referendum una consultazione politica contro di lui. Magari per prepararsi al referendum che conta davvero, quello di ottobre sulle riforme costituzionali, dove si deciderà il futuro politico dell'Italia, con la Terza Repubblica, in caso  di vittoria di Renzi. Una curiosità, il presidente della Repubblica Sergio Mattarrella ha si' votato, ma alle 21, nella sua Palermo. Evidentemente per non dare risalto al suo voto, a suo avviso comunque dovuto in quanto presidente.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi