La conta che non spaventa Renzi, asfaltata la Santa alleanza. Lo sfotto' che fa arrabbiare la sinistra dem

. Politica

Tutte le opposizioni interne ed esterne, la Santa Alleanza come la chiama Renzi, ma forse più armata Brancaleone che altro, era per la partecipazione al voto sulle Trivelle. Uno schieramento variegato, dai grillini alla Lega, dall'estrema destra all'estrema sinistra e a quella dem. Ma c'erano anche i nemici nascosti quelli che preparavano l'agguato sostenendo che recarsi alle urne era un dovere, proprio al contrario di quello che diceva Renzi. Quindi non solo Pier Luigi Bersani ma anche gli ex Dc come Romano Prodi ed Enrico Letta. E poi c'era l'appoggio esterno alla Santa alleanza, quello dei magistrati e dei vescovi.  Nonostante tutto e' andato a votare poco più del 30% e considerando fisiologico che almeno uno su tre sia andato a votare non contro Renzi ma per il merito del quesito referendario, il fronte politico contro Renzi si aggira tra il 15 ed il 20%. Troppo poco per impensierirlo seriamente in vista dei prossimi appuntamenti. Renzi e' il vero vincitore di questa battaglia ed ai suoi ha confidato: "E' andata anche questa, ma abbiano rischiato molto, già abbiamo rischiato che il voto sulle trivelle si trasformasse nel bis del referendum sull'acqua". Il riferimento e' a quel voto del 2011 che si trasformo' in una battaglia tutta politica contro l'allora premier Silvio Berlusconi, che pure aveva indicato l'astensione. E nell'entusiasmo della vittoria non e' mancato qualche sfotto'. Uno dei membri della segreteria del Pd, Ernesto Carboni, commenta con un Tweet "Prima avevano detto quorum, poi 40%, quindi 35% ed alla fine si sono attestati sulla linea, importante e' votare", e conclude "Ciaone!…". La sinistra dem si indigna, e il bersaniano Gotor scatenato ribatte: "Irresponsabile irridere gli elettori, così il partito rischia il boomerang". Ma ormai e' già cominciata la campagna per il referendum di ottobre ed in guerra come in amore ogni colpo e' lecito. E l'appuntamento di ottobre sarà anche una sorta di Congresso del Pd anticipato, dove si regoleranno molti conti interni, regolamento inteso come peso delle singole componenti, e relativa presenza in lista, in vista degli impegni futuri a partire dalle elezioni. Con Renzi che nei fatti ha rispolverato il partito della Nazione. Via o quasi gli ex comunisti ed ora anche gli ex democristiani per un partito tutto renziano che gode dell'appoggio elettorale anche di una parte consistente del centrodestra, ormai definitivamente deluso da Berlusconi.

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