Berlusconi 2.0, da leader che sdoganò Fini e sconfisse Occhetto a "moderato" che segue i suoi ex delfini vicini alla soglia di sopravvivenza

. Politica

Non c'e' dubbio che quella di Silvio Berlusconi sia una svolta, un netto taglio con il passato. Del resto non ci sono più Bossi, al quale era sicuramente affezionato, ricambiato, ne' Fini, con il quale prima dell''impazzimeto per amore" aveva un buon rapporto o Pier il furbo, quel Casini che gli piaceva anche come modi. Ora ci sono dei giovanotti "irriverenti" tipo Salvini e la Meloni con i quali proprimo il Cavaliere non si trova. E poi deve avere pensato che "tiene famiglia" ed e' giusto pensare un po' anche ai suoi affari senza dovere essere sempre in prima fila a combattere. Sono lontani, per lui, i bei tempi della nascita di Forza Italia, quando d'un colpo sdogano' Fini ed i "fascisti" e li uni' in un'unica coalizione con la Lega per battere a sorpresa la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto. Ora Berlusconi deve anche avere pensato che tanto i comunisti non ci sono più, ci ha già pensato Renzi e che quindi e' meglio e più conveniente cambiare strada. Sul Giornale ha spiegato l'idea che sta dietro la sua decisione romana (destinata a pesare e molto in vista delle prossime politiche): "Noi non siano la destra". Per quel che valgono queste categorie, Forza Italia e' un partito moderato, alternativo alla sinistra e alleato con la destra, come lo sono le forze politiche del Ppe più o meno in tutta Europa. Insomma un messaggio ai lepinisti ed un po' trumpiani Meloni e Salvini, "scordatevi la guida del centrodestra". I due, Salvini e Meloni, che parlano di complotto e vedono dietro la perseveranza di Berlusconi per Bertolaso una manovra per riproporre il Patto del Nazareno e per dare ossigeno a Giacchetti. Insomma Berlusconi va verso il centro, che poi e' quello che in fila hanno fatto i suoi ex delfini (sempre con la benedizione della sinistra sia mediatica che politica), prima Casini e via via Fini, Alfano e da ultimo Verdini. Il vero ideatore del Patto del Nazareno, che nonostante i suoi guai giudiziari ha continuato a coltivare con tenacia nella speranza di una sua riedizione aggiornata. Forse alla fine riuscendoci, dicendo a Renzi "Abbiamo bisogno di Berlusconi" ed a Berlusconi "Il tuo unico possibile alleato futuro e' solo Matteo". Il problema vero di Berlusconi, visto che la politica e' geometria pur se a volte con variabili, e' lo stesso dei suoi predecessori nella marcia verso il centro moderato, vale a dire i voti. Con molti che vogliono le poltrone ma che almeno stando ai sondaggi con consensi pochini. Il sogno attuale del Cavaliere sarebbe un dieci per cento, con un centinaio di deputati fedelissimi, per poi allearsi con Renzi e rendere superflua la "golden share" di Bersani.  Pero' potrebbe anche finire sotto il 5% e magari dovere lottare per la soglia di sopravvivenza del 3%, proprio lui che era arrivato quasi al 40%. Infine c'e'una variabile "terribile" sia per Renzi che per Berlusconi. E cioè che distrutti e destrutturati centrodestra e centrosinistra ne approfitti Grillo per vincere le elezioni. Sarebbe una vera beffa, per i due, la "beffa della Terza Repubblica". A quel punto il processo politico andrebbe fatto al "Patto del Nazareno", con come primo "imputato" Denis Verdini...

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