"Guerra" dei centristi per chi sostituira' "golden share" Bersani. Verdini domani al Nazareno per siglare un "suo" patto del Nazareno

. Politica

Dopo che Berlusconi ha rotto con la destra Destra, quella di Salvini e della Meloni per andare verso i moderati, naturalmente con l'intenzione di assumerne la guida, al centro e' scoppiata la "guerra", in un tutti contro tutti, per averne la supremazia. L'ultima del Cavaliere, che dopo avere tanto sostenuto Bertolaso, il "candidato" impossibile che era anche finito nel pallone, per appoggiare l'indipendente centrista ma anche ex comunista, almeno familiarmente, Alfio Marchini, ha fatto drizzare le orecchie ad Alfano a Casini ed ovviamente a Denis Verdini. Che con la sua Ala e' quello che porta meno voti ma che e' più nella manica del premier Renzi. Che poco si fida di Alfano ed ancor meno di Berlusconi. Il punto focale e' presto spiegato. Renzi pensa di vincere il prossimo referendum costituzionale, sul quale si gioca tutto, ed ovviamente anche il Congresso del suo partito. Per poi vincere anche le prossime politiche più, probabili anticipate nella primavera del 2017 che alla scadenza naturale del 2018. Il problema e' che si' ridurra' al minimo la presenza, nelle liste elettorali, della sinistra del suo partito a lui ostile, una sorta di partito nel partito, ma non potrà per ovvi motivi di democrazia annullarla del tutto. E alla sinistra di Bersani basterebbero una ventina di deputati per potere condizionare tutto, dalla formazione del governo alle scelte future. Mentre Renzi la sua "Terza Repubblica" la vuole fare partire speditamente e soprattutto secondo le sue radicate convinzioni. Ecco che gli serve una "cosa" moderata che entri al governo e sostituisca nei fatti le pretese di Bersani and company. Ora in lizza si e' messo anche Berlusconi che spera di portare in Parlamento, ormai alla Camera, perché il Senato diverrà un simulacro istituzionale, un centinaio di fedelissimi. Spera pure di sistemare i suoi "affari di famiglia" e magari di essere giudicato benevolmente dalla Corte europea che potrebbe riabilitarlo e consentirgli di fare come il Conte di Montecristo e ritornare deputato. Al tutto guardano con sospetto Alfano, che vorrebbe mantenere il ruolo acquisito ed anzi consolidarlo per la prossima legislatura e Denis Verdini, che di fatto e' stato fondamentale per le riforme. C'e' da dire che i rapporti individuali sono pessimi al centro, se si eccettua quello tra Berlusconi e Verdini e tra lo stesso Berlusconi e Casini. Naturalmente fondamentale sarà chi saprà superare la soglia di sbarramento del 3%, perché' di accollarsene qualcuno direttamente nella sua lista, Renzi proprio non ci pensa. Non glielo consentirebbero i suoi e nemmeno gli elettori. Perderebbe voti anziché aggiungerne, quindi più che un partito della Nazione un patto per la Nazione, da attuare cinicamente (ma in politica e' regola), con chi sopravviverà politicamente. Sempre Grillo permettendo.…Ora Verdini, che di politica ne mastica almeno tanto quanto di guai giudiziari con i suoi sei rinvii a giudizio, vuole anticipare gli altri e mettere dei paletti chiari. Così domani sarà al Nazareno per incontrare il sottosegretario Luca Lotti, un altro toscanaccio, ed il vice segretario Guerini, per formalizzare un accordo complessivo, un "suo" patto del Nazareno. Che metta fine ad un "sostegno che c'e' ma non si dice". Una formalizzazione, ingresso organico od appoggio esterno, che pero' sia di avvertimento per gli altri moderati. Noi siamo dentro, poi voi vedete un po' come regolarvi….

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