Pd avanti, di poco, L'Italia e' "tripolare" e l'area di centro vale il 25%

. Politica

Sondaggi e tanti pensieri per i vari leader. Nando Pagnoncelli per il  Corriere fotografa una situazione tripolare, ricca di incertezze sull'esito finale delle prossime politiche. Ovviamente Renzi e' il grande favorito per guidare quella Terza Repubblica, da lui tenacemente costruita. Ma c'e' un avvicinamento significativo tra il Pd ed il M5S. I due partiti risultano ora separati solamente da poco più di due punti percentuali, mentre la distanza nella precedente rilevazione era del 5,3%. Il Pd mantiene il primato con il 31,6% delle preferenze, con il M5S che lo tallona con il 28,9%. Praticamente appaiato al M5S appare un centrodestra unito, con Fi e Lega con gli stessi voti. Alfano sarebbe al 4,2%, per altro molto da verificare perché al momento del voto, i piccoli rischiano più dei grandi e Sel-Sinistra italiana al 3,2%, che comunque ha suo zoccolo duro ben assestato. Quanto agli eventuali ballottaggi, il Pd vincerebbe con il M5S, ma sul filo di lana, 51 a 49% e quindi con una forbice, che come sondaggio, lascia tutto aperto. In un eventuale ballottaggio tra Pd e centrodestra il divario appare più netto, 53 a 46%, ma anche in questo caso nessuna certezza. Il passato insegna. Infine in un ballottaggio tra cinque stelle e centrodestra il divario appare ben più ampio, di circa dieci putti, 55 a 45%. C'e' pero' anche un altro sondaggio della Swg, che da' all'area di centro il 25%. Quasi un italiano su quattro sarebbe propenso a votare un partito di ispirazione liberal, dove liberal si intende sganciato dalle ideologie. Pero' si tratta di una prospettiva in provetta, perché questa area di centro non ha ancora un leader, ed unire tutti quelli che si dicono moderati sotto un unico simbolo, appare politicamente un'impresa quasi impossibile. Bisognerebbe mettere insieme tutti gli ex delfini di Berlusconi, a partire da Alfano con lo stesso Cavaliere e magari aggregare gente tipo Ruteli, Fini e Casini, che pur agitandosi molto in questi giorni, sembrano avere finito la loro corsa politica. Perché' gli elettori vogliono comunque il nuovo e non vecchie accozzaglie più o meno rabberciate. Se verra' fuori un uomo nuovo potrebbe essere, anche se un  nuovo moderato c'e' già, e si chiama Matteo Renzi.

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