A sopresa "No" in vantaggio al referendum, Berlusconi potrebbe diventare l'ago della bilancia. In vista nuovo patto del Nazareno? E Bersani...

. Politica

Proprio nel giorno in cui Matteo Renzi da' il via da Firenze alla campagna referendario per i "si', arriva un sondaggio di Euromedia per Affariitaliani. it che dice che il 52% degli italiani e' pronto a votare contro la riforma costituzionale, che disegna la Terza Repubblica. Lo scorso 18 aprile i numeri davano invece i si' al 51,9% con i no al 48,1%.Solo un piccolo campanello d'allarme per il premier che ha più volte dichiarato che se dovesse essere sconfitto si considererà lui rottamato e se ne andrà a casa. Solo il tempo deciderà  se e' stato giusto per Renzi personalizzare così l'appuntamento di ottobre, tanto da renderla una scelta plebiscitaria. Ora e' vero che ogni cittadino, fortunatamente, decide con la sua testa su certi temi e poco sente le indicazioni dall'alto, ma e' pur vero che quando i leader si schierano spostano alcuni punti pesanti al fine del risultato. E Berlusconi potrebbe diventare l'ago della bilancia. Per ora e' per il No, ma la sua svolta moderata potrebbe fare pensare anche alla possibilità di un cambio di campo. E' vero che una riforma costituzionale più o meno simile, gli fu respinta dalla sinistra, quando era premier Prodi, subito dopo averlo sconfitto alle elezioni, pero' e' anche vero che il Cavaliere ha sempre mostrato un grande interesse a rivedere la nostra Carta, ormai appesantita dagli anni e da un bicameralismo che tutto rallenta. Per questo aveva siglato il patto del Nazareno, poi rotto per la vicenda della elezione, non concordata con Renzi, di Mattarella a capo dello Stato. Ora dopo la svolta, che fara'? Continuerà a stare con Salvini e la Meloni che con il referendum vogliono solo mandare a casa Renzi? E starà insieme anche con la sinistra radicale, che per le stesse ragioni della Lega e Fratelli d'Italia, vuole disfarsi dell'attuale premier? Sara' sicuramente il tormentone politico dei prossimi mesi. Certo con il si' di Berlusconi le riforme sarebbero quasi blindate, Intanto Bersani non scioglie completamente i dubbi, e fa un po' il democristiano vecchia maniera che dice una cosa ed ipotizza pure l'altra: "Abbiamo votato si' alle riforme e votiamo si' al referendum, purché non venga fuori un no cosmico". Insomma si al referendum, a patto che non sia un voto sul governo. Ma come? Bersani dovrebbe sapere che come si sono messe le cose e' impossibile. La vicenda referendum e quella del governo sono indissolubinalmente legate. "Non stiamo parlando di un'occasione per selezionare classi dirigenti - ha spiegato ancora Bersani - non cambiamo il bambino nella culla, perché senno' ne parliamo da qui a la'". Molti nella sinistra dem sono comunque convinti sostenitori del no, e tradotto dal politichese quello che vuole Bersani e' avere una garanzia per le liste in vista delle prossime politiche in grado di garantirgli un effettivo controllo sul prossimo governo, la cosiddetta golden share. Cosa che difficilmente Renzi gli concederà', meglio cercare un accordo con il vecchietto terribile della politica e solleticarlo con la prosepttiva di farlo sentire un futuro padre della patria, Intanto per Forza Italia, Renato Brunetta annuncia una mobilitazione per dire No a questo "schiforiforma" e mandare a casa un premier mai eletto dal popolo. Ne avra' parlato con Berlusconi e se si' sono solo schermaglie tattiche? Il Cavaliere nella sua nuova veste moderata che si e' dato difficilmente potrà andare contro a quello che poi e' il pensiero della stragrande maggioranza dei moderati. La riforma va approvata. 

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