Il caso Morosini ("Renzi va fermato") accende la miccia e scoppia la 'guerra' governo-magistrati

. Politica

Hai voglia a dire 'abbassiamo i toni' come sembra aver consigliato ai suoi Matteo Renzi dopo la sequela di arresti e di condanne tra gli amministratori Pd - l'ultima oggi : tre anni per evasione fiscale a Renato Soru, eurodeputato e patron di Tiscali otre che ex-governatore della Sardegna - che ha rafforzato gli attacchi al governo da parte di pentastellati e Salvini, con Grillo che parla di "epopea immorale" per il Pd. Un'intervista al 'Foglio' del consigliere togato del Csm Piergiorgio Morosini di Magistratura Democratica, titolata dal quotidiano "Renzi va fermato", ha acceso la miccia che nessuno - forse - voleva accendere e scatenato la 'guerra' tra governo e magistrati, quella 'guerra' che nessuno - forse - vuole, con il Guardasigilli Orlando sceso in campo per chiedere 'spiegazioni' all'organo di autogoverno dei magistrati e un "incontro formale" e con il vice-presidente del Csm Giovanni Legnini che ha preso le distanze da Morosini parlando di "inaccettabili attacchi al governo". Lui, il consigliere Csm, tenta di difendersi, nega di aver rilasciato l'intervista, parla di "colloquio informale" e dice che quel titolo non è certo farina del suo sacco perchè lui quelle cose non le pensa e non le può pensare...Insomma una presa di distanze netta. Ma cosa aveva detto Morosini secondo il Foglio? Parlando della riforma costituzionale che a ottobre sarà oggetto di un referendum sul quale Renzi ha detto di giocarsi tutto, Morosini avrebbe affermato: "Se passa la riforma costituzionale abbinata all'Italicum il partito di maggioranza potrà decidere da solo i membri del Consulta e del Csm di nomina parlamentare. Renzi farà come Ronald Reagan, una bella infornata autoritaria di giudici della Suprema Corte allineati con il pensiero repubblicano su diritti civili, economia...uno scenario preoccupante". Parole durissime. E il ministro della Giustizia è intervenuto: "Se alcune di quelle parole risultassero in qualche modo confermate - dice Orlando - sarebbero in aperto contrasto con lo spirito di leale collaborazione che fino a qui ha ispirato i rapporti tra Governo e Csm". Ma è intervenuto anche Legnini, vicepresidente del Csm - che informerà della vicenda il capo dello Stato Mattarella -: "Sono inaccettabili gli attacchi a esponenti di governo e parlamento. Noi pretendiamo rispetto per le nostre funzioni, ma per farlo dobbiamo prima di tutto assicurare rispetto ai rappresentanti dei poteri dello Stato". Dal Pd ha commentato il responsabile giustizia, Ermini: "Sare terrorizzato a farmi giudicare da uno come Morosini".

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