Le "ragioni" di Berlusconi sul suo "naufragio" nel 2011. L'avvento di Monti fu un golpe bianco?

. Politica

Le "ragioni" di Berlusconi che ha sempre pensato di essere stato defenestrato nel 2011 da una sorta di golpe bianco con i fili tirati dall'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dalla Merkel in combutta con Sarkozy, con quel sorrisetto di scherno al Cavaliere a Cannes,  che fece il giro del mondo, sono state spiegate in un articolo sul Giornale, il suo giornale di "famiglia". Tesi che non sono una novità assoluta e che sono già state ampiamente illustrate dal giornalista americano, Alan Friedman. E che tra l'altro non prendono in considerazione la premessa politica del tutto, ovvero l'abbandono di Fini, lusingato dalle sirene della sinistra  e da tempo in aperto conflitto con Berlusconi anche per rancori personali. Sta di fatto che Fini e' riuscito a distruggere un partito che poteva contare quasi il 15% senza nemmeno riuscire ad essere rieletto, mentre Berlusconi pur "cacciato" prima dal governo e poi dal Parlamento, per via della condanna per frode fiscale, ancora e' in campo seppur azzoppato, molto stanco e forse depresso. L'indagine sulla Deutsche Bank, indagata dalla procura di Trani per la vendita di 7 miliardi di bond nel 2011, che porto' tutti a conoscere lo spread che improvvisamente schizzo' a 500 punti, mettendo l'Italia a rischio bancarotta, ha ravvivato le polemiche su quel che accade in qui roventi mesi. "Tre indizi fanno una prova - scrive Salvatore Tramontano - Berlusconi aveva ragione. Adesso qualcuno comincia a sussurrarlo, sono arrivati ripensamenti sulla Libia, sull'arroganza frettolosa e dannosa di Sarkozy, che comincio' la sua campagna personale contro Tripoli solo per cancellare i segreti della sua campagna elettorale e per avidità di petrolio, con un taglia fuori mirato alle aziende italiane. Era il primo anello della catena, ma i dubbi e le angosce di Berlusconi furono ignorati con fastidio, complice la voglia matta di Napolitano di liberarsi di lui, come se il premier italiano fosse un ostacolo da abbattere per fare fiorire la primavera magrebina. Berlusconi temeva che la deposizione di Gheddafi avrebbe scoperto il Mediterraneo. Il patto con la Libia aveva frenato gli scafisti e senza quella garanzia l'Italia sarebbe diventata l'avamposto dell'Africa. Ma tutti allora avevano fretta di far fuori il dittatore, senza preoccuparsi delle conseguenze. Aveva ragione Berlusconi". Il Giornale passa poi al secondo anello. "Il leader di Forza Italia e' stato l'uomo cattivo, nel mirino della magistratura. Un'inchiesta dopo l'altra, processo dopo processo, una spesa miliardaria di intercettazioni e di indagini, la gara tra le procure per imbrigliare il politico più votato in 70 anni di democrazia. Tutto questo per cambiare il corso della storia e cancellare il deragliamento del 94". Quando Berlusconi vinse a sorpresa contro la gioiosa macchina da guerra di Occhetto e sconfisse gli ex comunisti, che da quel giorno iniziarono la loro lunga marcia nel deserto conclusasi con il vedere apparire in un'oasi l'odiato Renzi, che non era un incantesimo e ne interruppe il cammino. "Parlare allora di accanimento giudiziario era una bestemmia, ma adesso il problema si ripropone con il Pd ed il renzismo. Il sindacato dei magistrati si schiera  addirittura contro le riforme di Renzi. Tutti preoccupati, tutti un po' indignati, con tanto di appelli al Quirinale, perché il potere giudiziario torni nei ranghi. La giustizia puzza di orologeria. Aveva ragione Berlusconi". E siamo al terzo anello. "Vi ricordate lo spread? L'Italia sull'orlo del fallimento e Napolitano che nella primavera-estate del 2011 dice a Mario Monti, scaldati, tra poco tacca a te? E quando la ragnatela di cancellerie straniere, banche e mammasantissima vicini al Quirinale, mette Berlusconi all'angolo e lo costringe a gettare la spugna per il 'bene degli italiani?' La crisi economica, quella che ancora non finisce era ed e'e vera, ma la tempesta finanziaria sull'Italia fu creata a tavolino". Conclusione: "Aveva ragione Berlusconi? Ora si può' dire di si'". E cosa succederebbe se improvvisamente una banca tedesca decidesse di vendere oggi titolo italianiper altri 7 miliardi di bond?

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi