Renzi chiede al Pd cinque mesi di "mobilitazione straordinaria" per amministrative e referendum, poi il congresso...

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Cinque mesi di "mobilitazione straordinaria" per vincere alle amministrative in quanti più comuni possibile e per far prevalere il Sì al referendum di ottobre sulle riforme: è quanto ha chiesto Matteo Renzi al Pd invitando il partito a non chiudersi nelle diatribe interne. Poi - ha aggiunto il segretario-premier aprendo i lavori della direzione al Nazareno- si farà il congresso "nelle modalità che riterrete: a tesi o in altri modi, farlo durare tre mesi, sei mesi o un anno. Potrete scegliere l'arma con cui si gioca e ci potremo dire le cose in faccia: per me è fondamentale l'arma della franchezza". Secondo Renzi il Pd non ha nessun motivo per continuare una sfibrante discussione interna "quando altri nostri compagni sono impegnati in prima fila della campagna delle amministrative". "Non chiedo una moratoria delle polemiche. Ma si deve fare uno sforzo per non vergognarsi di ciò che abbiamo fatto in questi anni e di ciò che dobbiamo fare sul territorio. Non voglio sottacere i tanti problemi sul territorio: sono meno di quelli che i media raccontano, più di quelli che dovrebbero esserci". Ma i intanto va lanciata la raccolta di firme per il referendum tra i cittadini con una mobilitazione di tutto il partito nelle piazze dal 20 maggio al 15 luglio e con la nascita di comitati dal basso. Nel suo intervento il segretario dem ha toccato anche il tema della giustizia e fatto riferimento ai cinquestelle e all'avviso di garanzia al sindaco M5s di Livorno: "C'è un doppio-pesismo incredibile e non mi riferisco solo alla Toscana a 5 Stelle o alla Lombardia in camicia verde, chi è garantista con i suoi e giustizialista con gli altri è insopportabile. Noi siamo genuinamente garantisti, non chiediamo le dimissioni di Nogarin, lui farà le sue valutazioni con il suo consiglio comunale". Quanto allo scontro politica-magistatura, Renzi ha usato toni soft: "Non entriamo in polemiche che incomprensibilmente altri vorrebbero, auguriamo buon lavoro a chi serve lo Stato - ha detto Renzi -, diciamo che abbiamo interesse che ci sia la massima visibilità a tutte le indagini. I magistrati di Potenza rapidamente vadano a processo: è dovere civile sapere se ci sono persone che inquinano o no, è dovere per un paese non vivere di valutazioni fatte a caldo o sulle indagini. Si vada a processo e contemporaneamente rispettiamo le sentenze, non troverete mai un mio commento su sentenza". "Le sentenze vanno aspettate e rispettate" ha concluso. 

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