Campidoglio: Fassina può sperare solo nel Consiglio di stato. O in una sanatoria in extremis...

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Stefano Fassina ad un passo dall'uscita di scena nella corsa al Campidoglio: il candidato sindaco può sperare solo nell'appello già presentato al Consiglio di Stato, che deciderà lunedì, dopo che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso contro la bocciatura delle sue liste per la corsa del 5 giugno "per vizi formali insanabili". Il candidato sindaco, ex-viceministro con Letta e Renzi, è - o era - l'unico competitor a sinistra del renziano Roberto Giachetti che in caso di una seconda e definitiva bocciatura da parte del Consiglio di stato potrebbe puntare ad avere dalla sua tutto o in parte quel pacchetto di voti 'orfani' del leader di Sinistra Italiana, che i sondaggi di qualche giorno fa davano intorno al 3%-5%. Una percentuale in grado di fare la differenza per arrivare al ballottaggio tra i candidati che inseguono la Raggi (M5s) data in testa concordemente da tutti gli istituti specializzati. Fassina non lo dice ma un'ultimissima speranza- e lo stesso vale per le liste FdI a Milano, anch'esse escluse - la ripone anche nell'ipotesi di una sanatoria in extremis, un decreto 'salva-liste' o 'interpretativo' varato dal governo all'ultimo momento, come accadde tra mille polemiche nel 2010 col governo Berlusconi per 'salvare' le liste Formigoni a Milano e quelle Polverini a Roma nelle Regionali di quell'anno. Ipotesi però remota e quasi inconsistente che al momento non viene presa in considerazione nè da Alfano nè dal Pd.

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