Sindaci e referendum, alla fine si vota solo domenica. Alfano, "Troppe polemiche pretestuose"

. Politica

Alla fine si voterà solo domenica per le amministrative del 5 giugno (ballottaggio il 19) e per il referendum di ottobre. Dopo giorni di polemiche da parte di tutte le opposizioni nei confronti del governo - in particolare del ministro degli Interni che aveva lanciato l'idea, ma anche del premier Renzi - per un allungamento delle consultazioni anche alla giornata di lunedì, lo stesso Alfano ha tagliato corto e alla fine del consiglio dei ministri ha annunciato che lascerà "le cose come stanno". Bocce ferme dunque, una sola giornata per il voto nei due importanti appuntamenti come avviene in tutta Europa. Alfano ha annunciato la sua decisione non senza ricordare polemicamente che proprio dalle opposizioni era venuto l'input di far votare anche il lunedì per ridurre i rischi di astensione e che le polemiche sui costi e su presunte 'paure' del governo non avevano nessun fondamento. "Avevo proposto - ha spiegato Alfano - l'estensione del voto sia al lunedì di questo turno amministrativo che a quello della consultazione referendaria, e ovviamente per tutte le elezioni a seguire, per andare incontro a una istanza che mi veniva rappresentata da più parti e cioè di ampliare la partecipazione al voto e ridurre i rischi di astensione dalle urne". "Esigenza che, tra l'altro - ha sottolineato - mi era stata rappresentata in prima battuta proprio da quei partiti di opposizione che, in questi giorni, ne hanno poi approfittato per attaccare il Governo su presunte paure presenti e future. Di fronte a tante polemiche pretestuose e strumentali - sia riguardo i costi sia riguardo a chissà quali strategie occulte che sarebbero state alla base di questa mia iniziativa - valuto opportuno lasciare le cose così come stanno".

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