Ciao Marco! Se ne è andato un protagonista della storia repubblicana e delle battaglie per i diritti civili

. Politica

Ciao Marco! Se ne è andato, a 86 anni appena compiuti, Marco Pannella, leader radicale, protagonista indiscusso della storia repubblicana e di mille battaglie per i diritti di libertà, dal divorzio all'aborto, dall'eutanasia alla legalizzazione delle droghe leggere fino all'impegno per il miglioramento delle disumane condizioni delle nostre carceri, inventore della disobbedienza civile. Se ne è andato - lui l'uomo di mille digiuni e delle mille sigarette (e degli amati toscani, fino all'ultimo) - cedendo all'assalto di due tumori, uno al fegato e l'altro ai polmoni, che gli avevano aggredito il fisico. Era stato ricoverato ieri in una clinica romana, Nostra Signora della Mercede, ma era ormai allo stremo, con le funzioni vitali ridotte al minimo. Radio radicale, la sua creatura, ha dato le notizie in diretta, ieri del ricovero d'urgenza facendo capire che ormai si era alla fine e oggi della morte, con il Requiem di Mozart. E sui social è stato subito un fiume di manifestazioni di cordoglio da tutto il modo istituzionale, della cultura e politico, senza distinzioni tra destra, centro e sinistra, a testimonianza della caratura del personaggio che oggi ci ha lasciato. Anche il Vaticano gli ha reso omaggio: manifestando "stima per il suo impegno generoso". "Un grande leader politico, il leader radicale che ha segnato la storia di questo paese con battaglie talvolta controverse ma sempre coraggiose e a viso aperto. Rendo omaggio a nome mio e del governo alla storia di questo combattente e leone della libertà" ha commentato Matteo Renzi la scomparsa di Marco Pannella. Lunghissima - piena di svolte, passioni, eccessi e rotture - la sua vita politica. Nato a Teramo nel 1930, si era laureato in legge nel 1950. Nel 1955, dopo un'esperienza nella gioventù liberale e nell'unione goliardica italiana, fonda il partito radicale insieme a Pannunzio, Carandini, Cattani. Diventa segretario nel 1963, dopo un'esperienza a Parigi come corrispondente del Giorno. Già nel '65 comincia la campagna divorzista con Loris Fortuna. Nel 1974 conduce l'iniziativa per il no all'abrogazione del divorzio. Un anno dopo, inizia la battaglia per la depenalizzazione delle droghe facendosi arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico. Nel 1981 la vittoria al referendum per il no all'abrogazione dell'aborto. E' nel 1976 che entra per la prima volta alla Camera come deputato: sarà rieletto nel '79, nell''83 e nell'87. In tanti, negli ultimi anni, lo hanno proposto per una nomina a senatore a vita. Ma la proposta rimase lì, sospesa. Sui meriti di Panella e sui mancati  o minimi "riconoscimenti" si è espressa Emma Bonino, compagna di tante battaglie "Mancherà a tutti, penso persino ai suoi avversari. Molto amato ma poco riconosciuto nei suoi meriti in questo paese che tanto gli deve", ha detto a Radio Radicale l'ex ministro degli Esteri. "Credo che ora  molti dovrebbero riflettere, ora che non è più in vita, sui suoi meriti e la sua presenza nella storia di questo Paese" ha aggiunto.  Addolorato il messaggio del capo dello stato Sergio Mattarella: "Ho avuto modo di parlare più volte negli ultimi tempi con lui, anche in questi giorni di sofferenza. Non ha mai smesso di pensare al domani, un domani migliore per il nostro paese. Protagonista della politica italiana, senza mai essere legato al potere, ha combattuto battaglie di grande importanza, particolarmente nel campo dei diritti. Ha rappresentato con passione tanti cittadini, riuscendo non di rado a trasformare una condizione di minoranza nell'avvio di processi di cambiamento".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi