Renzi attacca di nuovo il M5S, dice molto ma tace anche molto. Verdini? "Non e' il mostro di Loch Ness"

. Politica

E' un Matteo Renzi a tutto campo, quello intervistato da Repubblica. Sulla riforma costituzionale "I politici del no temono per la poltrona", "il Jobs act e' la cosa più a sinistra fatta da questo governo". Sulle tasse: "Lavoriamo per sgravi a ceto medio e pensioni". Sui sindacati: "Qualcuno ha scelto di non lavorare con noi". Sulla Libia: "No ad intervento dell'esercito, lavoro diplomatico". Poi la parte più strettamente politica con l'immancabile attacco al M5S ed ai suoi metodi: "Ieri Giacchetti ha presentato la lista degli assessori. Io l'ho scoperta su Facebook. Non gliel'ho mandata io perché sono il segretario del partito, ne' gliel'ha mandata lo staff di Matteo Renzi. Giacchetti ha scelto persone molto valide e molto competenti. E' l'esatto opposto di chi firma un contratto della Casaleggio, come fosse un co.co.pro. Io se fossi un cittadino sceglierei una persona libera non un co.co.pro di un'azienda milanese". Poi una sorta di sdoganamento di Verdini, considerato anche formalmente un 'alleato politico': "Io sono grato ad Ala e a Denis Verdini di avere votato la fiducia sulle Unioni civili".  Il premier da' anche una spiegazione: "All'improvviso si e' svegliato chi votava la fiducia con Verdini e faceva accordi con Verdini (ndr. si riferisce a quando FI era in maggioranza con il governo Letta). Oggi sembra che sia il mostro di Loch Ness ma era l'uomo che per Forza Italia trattava con la prima linea del Pd di Bersani". Ora di cose e' vero Renzi ne ha dette tante. Ovviamente non può dire tutto, se non sussurrare ai suoi fedeli il suo vero obiettivo: "Alle prossime politiche vinceremo con il 43%". Ora come spera o meglio pensa di arrivarci visto che i sondaggig li danno una decina dipinti in meno. Come prima cosa vincere il referendum di ottobre, ben consapevole che la vittoria sarebbe un grande traino. Ma soprattutto guadagnare consensi a sinistra, cioè prendersi i voti della sinistra del suo artito, senza intermediari. E prendesti i voti di quell'ala di sinistra che ha un po' trascurato. Anche per questo attacca sempre i cinque stelle, mentre lascia in pace il centrodestra. Quei voti a Grillo in "libera uscita" Renzi vorrebbe riportarli alla base. Poi non ha intenzione di concedere troppo a Bersani e compagni in tema di liste elettorali. E questo e' il vero punto dello scontro nel Pd. E non vuole soprattutto concedere a Bersani la golgden share ovvero quella trentina di deputati che lo condizionerebbero nel suo primo governo della Terza Repubblica. Sara' vero che Renzi non e' intervenuto nelle liste di Giacchetti, quanto e' vero che vuole mettere bocca anche sui nomi della sinistra Pd da presentare. Ovvero solo quelli che lui e' sicuro che si comporteranno lealmente verso il loro partito. Quanto al centrodestra Verdini lo ha  praticamente già imbarcato, mentre per Alfano aspetterà cinicamente di veder se riuscira' a superare la soglia di sbarramento del 3% ed entrare in Parlamento. Altrimenti c'e' sempre Berlusconi che una mano alla nuova maggioranza la potrebbe dare. Renzi potrebbe fare anche un monocolore Pd per il suo governo se vincerà le elezioni. Ma guarderà bene i numeri per valutare anche un governo tipo l'attuale. Non un partito della Nazione quindi ma un patto per la Nazione si'. L'importante per Renzi e' potere governare per cinque anni senza eccessive mediazioni, prepotere portare a termine quello che considera il suo compito, rimodernare un paese, vecchio e stanco in molte sue strutture, non certo nella sua popolazione.

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