Sinistra: Che succede? Bersani "non vuole fare mummia istituzionale" chiede modifiche all'Italicum. Ma la battaglia e' un'altra. I "coloni dei partiti" e le ideologie abbandonate

. Politica

Destra, sinistra. Ideologie ormai abbandonate da leader alla ricerca di sempre più vaste praterie politiche, con i soli "coloni dei partiti" che le difendono. Ma spesso in maniera confusa, perché tutto sembra mischiarsi. Soprattutto con problemi una volta sconosciuti, come immigrazione e sicurezza, che molto fanno presa su tutti i cittadini, superando vecchi steccati. Quel mal di pancia popolare, cavalcato da molti. Finche' lo derubricano sprezzantemente a populismo non risolveranno nulla. A sinistra emergono molte contraddizioni, non tra il suo popolo ma tra chi li rappresenta, e spesso le conseguenze sono tangibili. E' un fenomeno planetario, non solo italiano. Dove invece si confrontano realtà diverse, separate in casa. E' la storia degli ex comunisti, guidati da Pierluigi Berani ed il nuovo Pd di quel Renzi, che alla sinistra appare ancora come un marziano. Che pero', non sanno ancora come spiegarselo, li ha conquistati. Infatti molti di loro riappaiono, a volte, dopo un breve periodo, come fioriti da un baccello alieno (un famoso film) diventati renziani. Non una rottamazione, ma una clonazione all'insegna del nuovo. Ora Bersani se ne esce ancora contro il premier chiede modifiche all'Italicum, la nuova legge elettorale, e viene subito stoppato dal vice segretario del Pd, l'uomo di Renzi; "Non se ne parla nemmeno". Le accorate parole di Bersani: "Propongo che il si' al referendum abbandoni i toni aggressivi  e divisivi e che si ristabilisca la fondamentale distinzione tra sfera costituzionale e funzioni di governo. Propongo che il si' si rivolga al no cogliendo almeno alcune delle preoccupazioni non infondate che il no esprime. Suggerisco, a questo proposito, che i gruppi parlamentari del Pd presentino un progetto di legge per l'elezione diretta di senatori, avvalendosi del testo già elaborato dalla sinistra Pd. Suggerisco inoltre che venga dichiarata la disponibilità, una volta approvata la riforma, a rivedere l'Italicum (la legge elettorale). Su come modificarlo non ho pretese. Ho semplicemente le mie idee, finche' non e' vietato averne". Benissimo e rispettabilissima la posizione di Bersani, pero' dovrebbe spiegare fino in fondo le sue idee o meglio i suoi pensieri. Non e' chiaro e senza chiarezza e' destinato all'ennesima sconfitta politica. Dovrebbe dire chiaro e tondo il suo obiettivo che oltretutto e' politicamente più che legittimo. Non può fare un discorso simile con un referendum che si vince o si perde. Come si fa ad andare a pescare ragioni nel fronte opposto? Il punto e' uno solo. E' la rappresentanza che la sinistra del Pd avra' nella prossima legislatura. Bersani vorrebbe avere almeno il trenta per cento dei deputati e sceglierli lui chi andrà in lista. In modo da condizionare con una sorta di golden share il prossimo governo, sempre se sarà Renzi a vincere  le elezioni. Gli basterebbero una ventina di fedelissimi. Matteo non ci pensa proprio. Vuole spianare tutti e fare lui le liste anche per la sinistra del Pd, scegliendo lui in base a chi rimane fedele alle scelte del partito, e conceder qualche posto alla Camera ai "vecchi" di scuola comunista solo come presenza simbolica. Un po' sulla falsariga di quello che  sarà il Senato. Bersani che non vuole fare la "mummia" alla Camera e si ribella, giustamente. Ma non lo dice e soprattutto non lo fa capire fino in fondo alla sua base, sviando su altri temi, importanti ma non determinati.

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