Berlusconi impegnato per la "missione Marchini" non va a Milano da Parisi. Salvini "Ha scelto di andare a perdere a Roma"

. Politica

Colpo di scena nei programmi di Berlusconi, che dopo essere stato a Ostia per appoggiare Marchini, sarebbe dovuto andare a Milano, per sostenere nell'ultimo comizio Parisi, insieme a Salvini. Immediata la reazione del leader leghista: "Ha scelto di andare a perdere a Roma". La spiegazione del Cavaliere e' semplice: "Qui il ballottaggio e' incerto, c'e' bisogno di me". All'appuntamento milanese Berlusconi interverrà solo per telefono da palazzo Grazioli. In nome di Stefano Parisi il Cavaliere e Salvini avrebbero dovuto ritrovarsi insieme dopo 7 mesi, da quella domenica in piazza del Popolo a Roma, in cui il centrodestra dette l'illusione di avere trovato l'unita'. Non c'e' spazio per frasi di circostanza. La spiegazione di Salvini: "Mi spiace che Berlusconi non sia qua con noi, ma vinceremo lo stesso". Ancora: "Lui ha scelto di andare a perdere a Roma? Amen, io ho scelto Milano". Ora pero' Berlusconi aveva detto di avere incontrato Salvini che lo aveva abbracciato, lasciando trasparire la voglia di riannodare i fili del centrodestra. Il fatto e' che il Cavaliere ha due laboratori aperti, quello di Milano ed appunto quello di Roma. A cui tiene politicamente di più, perché e' un po' la cartina di tornasole di quanto conti ancora nella politica italiana. Li' il suo Marchini, che pure ha un suo seguito personale notevole a Roma,  si presenta contro i "lepinisti" della Meloni e della Lega. Poi a Milano il ballottaggio e' sicuro e Berlusconi e' in tempo per andarci tra quindici giorni, quando ci sarà il voto definitivo. Ultima considerazione il Cavaliere sta sempre di più pensando a Marchini come leader del centrodestra per le prossime elezioni. E vorrebbe che partisse con il piede giusto andando perlomeno al ballottaggio a Roma. Anche se le previsioni, con tanto di sondaggi mascherati da corse di galoppo e vendite d'auto, non paiono troppo incoraggianti. Ma Berlusconi e' uno che non si arrende fino all'ultimo. E Roma e' la missione che sente politicamente più  importante.

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