Ai ballottaggi potrebbe essere "rivoluzione", dipenderà dalla sfida Pd-M5S che potrebbe essere un'anticipazione delle politiche

. Politica

Ci siamo arrivati, dopo tante previsioni e commenti. Il centrodestra diviso perde, solo se e' unito può essere competitivo. Altrimenti e' sfida aperta tra il Pd ed il M5S. E le sfide di Roma e Torino potrebbero essere un'anticipazione delle prossime politiche. Uno spareggio finale tra quel Pd a vocazione maggioritario, creato da Veltroni e cavalcato da Renzi ed i "nuovi" della politica, ormai non più i grillini (con ilpasso a lato di Grillo e la scomparsa di Casaleggio) ma i Cinquestelle. A Roma Renzi si gioca molto con il suo Giacchetti ed a Torino pure, dove Fassino non e' più sicuro della vittoria finale. Vittoria che dovrà sudarsela pure Merola a Bologna contro la leghista Lucia Borgonzoni. Il dato vero sarà vedere se i il M5S e' competitivo nei ballottaggi importanti. Perché se dovesse vincere una o entrambe le partite si aprirebbero nuovi scenari, difficilmente contenibili in un prossimo futuro. Renzi sapeva bene della difficoltà di questo passaggio elettorale ed aveva messo prudentemente le mani avanti. Punta tutto sul referendum di ottobre. Ma anche se un po' impallidito deve ora reggere botta per non essere travolto dalle polemiche soprattutto al suo interno. La missione minima che parte ora da palazzo Chigi e' vincere a Milano, pur nel tradizionale duello con il centrodestra (perché altrimenti vorrebbe dire che il M5S al secondo turno preferisce la destra al Pd) e confermare anche Bologna e Torino. Se poi riuscisse un mezzo miracolo a Roma con Giacchetti, si ribalterebbero tutti i giudizi e Renzi potrebbe dormire sonni tranquilli, nonostante l'"incidente" di Napoli. Li' commissariera' il partito, perché sono evidenti le scorie delle liti con Bassolino.   

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