Se Silvio piange anche il Matteo leghista ha poco da ridere

. Politica

Berlusconi "piange" guardando il progressivo sfaldamento della sua gloriosa Fi, costruita in tutta fretta ma in grado di battere la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto, in storiche elezioni. Regge solo a Milano ed in qualche parte del Nord, anzi a Milano doppia la Lega con un bel 20%, ma stenta dappertutto toccando percentuali insignicanti ad esempio a Roma. Eppure il Cavaliere sa che se unito il centrodestra, come si batterà a Milano nel ballottaggio, potrebbe anche riuscire ad entrare nel ballottaggio decisivo, quelle delle prossime politiche. Berlusconi se la deve vedere con quel Matteo leghista che anche lui ha poco da ridire, perché a Roma prende il 2,7%, a Torino il 5,8% ed anche a Bologna dove pure va al ballottaggio si ferma al 10,2%. Nella sua roccaforte Varese non va oltre il 16%. Il dato comunque più rilevante e' l'assoluta irrilevanza politica della Lega nel centro su. E così e' difficile pensare di diventare leader dello schieramento di centrodestra. Lui prova a dire che Berlusconi ha sbagliato. Accusa subito ribaltata. Perché agli occhi degli elettori di centrodestra (e per questo molti non sono andati nemmeno a votare) hanno sbagliato entrambi. Matteo chiede di rifondare la coalizione e propone una Convention dopo i ballottaggi. Certo nel centrodestra dovranno fare capire al loro popolo se hanno deciso di esistere ancora oppure lasciare campo aperto al Pd ed al M5S per la partita decisiva delle prossime politiche, quando saranno. Intanto in mezzo c'e' il referendum di ottobre, che sarà un altro spartiacque della politica italiana. Non e' detto che tutti i moderati siano intenzionati a seguire l'indicazione per il no. Ormai gli elettori non ubbidiscono più ai diktat dall'alto ma scelgono con la loro testa, soprattutto su materie che riguardano l'assetto futuro del loro paese. E bruciarsi con il referendum potrebbe fare davvero male.

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