Referendum, con i voti delle comunali il "no" al 62,5%. Solo poco più di una curiosità

. Politica

Non si possono paragonare le pere con le mele. Pero' in politica certi raffronti valgono se presi con la dovuta cautela e letti in filigrana più di tante previsione. Ora con il voto delle comunali, ripartito tra le forze che si sono espresse per il si e per il no, vincerebbe il no con il 62,5%. Ed in un periodo di tripolarismo diventa pericoloso per Renzi anche il voto di ottobre. Se la tenaglia dei due poli avversari dovesse stringersi compatta contro il suo referendum, dove o si vince o si perde, e tertium non datur, il rischio diventerebbe elevato. Deve sperare che dopo i ballottaggi ci sia qualche ripensamento. Il M5S ad esempio avrebbe tutto da guadagnare con questa legge elettorale, l'unica che potrebbe consentirgli i di vincere e di governare da solo, e con la nuova Costituzione che darà a chi sarà il primo leader della Terza Repubblica (ovviante sempre se la riforma passera') le chiavi per cambiare l'Italia. E per un partito appena nato sarebbe un'occasione storica imperdibile quella di potere sperare di guidare una nuova Italia. Poi ci sono i moderati, e molti di loro potrebbero non seguire l'indicazione dei loro leader in materia elettorale. Tra quindici giorni, comincerà la fase più delicata di questa legislatura con la campagna per i referendum che entrerà da subito a pieno regime sulla scena politica.

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