Il Partito della Nazione affonda. Con l'Ala di Verdini il Pd non vola a Napoli, ma anche a Grosseto e Cosenza

. Politica

Matteo Renzi teneva a tutto ovviamente ma un occhio di riguardo lo aveva rivolto a Roma ed a Napoli, per andare almeno al ballottaggio. E se nel primo caso l'attenzione era per non consegnare alzando bandiera bianca la capitale al M5S, il secondo invece era un po' il suo laboratorio politico. L'altro era quello di Berlusconi a Roma per staccarsi dei lepinisti Meloni e Salvini, naufragato malamente. Quello del premier era invece mettere alla prova quello da tutti chiamato (non da Renzi) il Partito della Nazione. Cioe' Pd più ex Dc e soprattutto i transfughi del centrodestra, riuniti da Verdini sotto la sigla di Ala. C'e' da dire che erano stati ardimentosi a scegliere un campo di battaglia dove Bassolino aveva appena combattuto la sua guerra interna al Pd contro la Valente, magari sperando pure di trarne profitto. Valente, la candidata renziana del Pd e' stata addirittura scavalcata da un cavallo di ritorno, quel Lettieri del centrodestra già uscito sconfitto la scorsa tornata elettorale per sindaco. Renzi pensava di costruire un serbatoio di voti per meglio fronteggiare l'assalto grillino. E invece il travaso non c'e' stato, neanche il buon pastore Verdini, sui cui sentieri avrebbero dovuto transumare un po' di pecorelle smarrite, porta voti al Pd. Con Ala non si vola oltre che a Napoli neanche a Grosseto e Cosenza. Anzi si può considerare un vero fallimento la nascita di un nuovo embrione politico, il connubio elettorale venuto alla luce del sole, con comizi congiunti. Non ci saranno altri esperimenti. Il referendum e' alle porte e a seguire le politiche. 

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