Renzi rivoluziona Pd, vice segretario unico (modello Craxi-Martelli), segreteria politica (modello D'Alema), commissario al Sud (suggestione Saviano). E basta con Verdini

. Politica

Matteo Renzi dopo i ballottaggi, in vista del referendum e delle prossime politiche, ha intenzione di rivoluzionare il Pd, sia organizzativamente che politicamente.  Prima la rivoluzione politica. Basta con Verdini e con patti più o meno mini del Nazareno. L'allargamento a destra con liste comuni non paga. "Laddove si e' cercato di fare alleanze mi pare che non abbiano funzionato minimamente", il pensiero che Renzi ha confidato ai suoi. Quindi e' escluso che alle prossime politiche, che saranno la battaglia decisiva per chi governerà nei prossimi cinque anni, ci siano alleanze con partiti o spezzoni del centrodestra. Verdini ed Alfano sono avvertiti, se vorranno entrare in Parlamento dovranno superare la soglia di sbarramento del 3%. E niente riforma della legge elettorale. Se mai se ci sarà bisogno di qualche alleanza Renzi la stringerà dopo le elezioni per un patto della Nazione. Parole che suonano come una melodia per Berlusconi, che non ama chi lo ha tradito. Eventualmente i conti Matteo dovrà farli con lui, visto che lo stesso Renzi e' convinto che il ballottaggio lo dovrà affrontare proprio con il centrodestra e non con i cinquestelle. Renzi conta di aprire alla sinistra, perché ha capito che per evitare sorprese e' meglio ricostruire un'area di quello che fu l'Ulivo. Sara' rivoluzione anche a livello organizzativo. Un vice segretario unico, che dovrebbe essere quel Lorenzo Guerini, che ha ben lavorato e che e' stimato da tutto il partito. Con una sorta di schema Craxi-Martelli, quando il primo arrivo' a palazzo Chigi, il secondo divenne vice segretario unico con delega totale del partito. Anche Renzi vuole affidare ad un altro la gestione h24 del Pd. Lontano dal modello che invece fu della dc, dove il segretario (che contava più del premier) lavorava spesso per logorare ai fianchi l'inquilino di palazzo Chigi. Il Pci storico era tutt'altra cosa perché da Togliatti a Berlinguer, la segreteria era come una sorta di papato, che durava a vita. Rivoluzione in vista anche per la segreteria, tutta politica, non più con responsabili di settore. Dirigenti a tutto tondo che si riuniscono per fare il punto, discutere le strategie ed impostare le campagne. Insomma in questo caso il modello di D'Alema e non più quello di Veltroni. Ultima ma non certo meno importante innovazione e' quella che prevede un commissario del Sud per riorganizzare tutto il partito nel Mezzogiorno. "Ci vorrebbe un Saviano per il Sud", la suggestione che circola al Nazareno. Oppure uno con quel profilo. In modo da rottamare prima per poi potere ricostruire in un territorio difficile e anche politicamente minato. Missione impegnativa quella che occuperà Renzi dopo i ballottaggi ed in vista dell'ormai imminente e fondamentale appuntamento di ottobre, quel referendum nel quale si gioca tutto.

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