D'Alema smentisce, Repubblica conferma: il voto di 'baffino' alla Raggi agita il Pd

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D'Alema smentisce, Repubblica conferma. E il Pd si riavvolge nella spirale delle polemiche interne, delle guerre e dei sospetti mai sopiti, alla vigilia del ballottaggio, soprattutto quello per il Campidoglio. Uno scenario in cui molti osservatori immaginano il 'rottamato' D'Alema che tenta di 'rottamare' il premier e segretario Renzi votando e invitando a votare perfino la Raggi, il 'Lucifero' della situazione, in una sorta di vendetta 'fredda', e quindi più gustosa per chi starebbe tentando una rivincita politica, sostenuta dall'oggettivo cattivo sangue tra i due protagonisti. Con vari e ripetuti accenni provenienti dal Pd renziano ai novelli emuli di Tafazzi, ha tenuto banco tutto il giorno sui siti e sui social il retroscena pubblicato stamane dal quotidiano diretto da Calabresi su un D'Alema pronto a tutto pur di far cadere Renzi per tentare di ricostruire poi il campo della sinistra riformista. Il retroscena, con un richiamo in prima pagina, è intitolato "La sfida di D'Alema: 'Pur di cacciare Renzi sono pronto a votare anche Raggi'". E il sommario virgoletta: "Direi di sì anche a Lucifero per mandarlo via. Dopo di lui possibile ricostruire il campo della sinistra". Nell'articolo si parla di diversi incontri, nonché di contatti in Puglia, in particolare con Emiliano, e a Roma, dove Bray (presidente della Treccai) e l'ex sindaco Marino sarebbero tra i "più assidui interlocutori" di D'Alema in questo progetto. Parole e intenti attribuiti a 'baffino' D'Alema che hanno scosso il Nazareno di prima mattina, con il presidente del partito Orfii a chiedere subito all'ex-premier una marcia indietro, altrimenti... A stretto giro è arrivata la smentita della portavoce di D'Alema che ha definito "false" le indiscrezioni riportate da Repubblica. "D’Alema, che è quasi sempre all’estero, non ha avuto modo di occuparsi della campagna elettorale di Roma" è detto in un comunicato in cui si parla di "frasi mai pronunciate". "I numerosi virgolettati riportati, a cominciare dal titolo, corrispondono a frasi mai pronunciate - ha scritto Daniela Reggiani -. D’altra parte, l’autore non precisa né dove, né quando, né con chi sarebbero state dette. Le riunioni di cui si parla non si sono mai svolte. La ricostruzione è frutto della fantasia del cronista e della volontà dei suoi mandanti". Quanto basta ad Orfini per dichiarare chiusa la polemica e per invitare D'Alema ai banchetti organizzati per domani dal Pd (difficile che l'ex-premier accolga l'invito, ndr). Da parte sua Repubblica prende atto della smentita ma ribadisce: "L'articolo riporta fedelmente quanto ci è stato raccontato da numerose fonti. Le frasi pronunciate da Massimo D'Alema sul suo orientamento di voto a favore di Virginia Raggi, così come sull'intenzione di dare vita ad un comitato per il No al referendum sono state ripetute in più occasioni di fronte ad interlocutori diversi". Così, tanto per incendiare ancora di più questa vigilia.

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