Ballottaggi e veleni: Pd contro Raggi per gli incarichi dalla Asl di Civitavecchia, "Un reato". Lei, "E' l'ultima goccia di fango"

. Politica

Ballottaggi, ultimo giorno 'velenoso' della campagna a Roma, con la forte polemica del Pd e di Giachetti contro la candidata cinquestelle Virginia Raggi per i due incarichi retribuiti da lei ricevuti negli anni scorsi come avvocato dalla Asl di Civitavecchia, incarichi che la Raggi, secondo i dem, non avrebbe potuto avere come consigliere comunale e comunque avrebbe dovuto dichiarare in base alla legge anticorruzione. "Cosa che non ha fatto alla faccia della trasparenza e della legalità" hanno detto diversi esponenti romani e nazionali del Pd: da Orfini, presidente del partito, secondo il quale se lo scoop de 'Il Fatto Quotidiano' corrisponde a realtà "quello della Raggi non è una dimenticanza ma un reato", allo stesso Giachetti che arriva definire la Raggi "almeno bugiarda", dal responsabile giustizia dem Ermini secondo il quale la Raggi "ha agito in contrasto con la Legge Severino", ad altri esponenti del Pd secondo cui la candidata M5s "potrebbe essere ineleggibile". La replica della Raggi non si è fatta attendere: "Questa è l'ultima goccia di fango prima del ballottaggio. Continuano ad attaccarmi sul mio lavoro perché non hanno argomenti. Noi siamo più forti ed andiamo avanti. Mancano 48 ore e avremo finalmente la possibilità di voltare pagina". "Nel 2012 - ha spiegato - non era necessario essere iscritti nell'albo speciale se non ovviamente a quello degli avvocati. L'incarico era fiduciario. Il mio mandato era quello di mettere in esecuzione una sentenza della Corte dei conti per far recuperare soldi alla Asl che era stata sostanzialmente truffata". Raggi e Giachetti hanno polemizzato a distanza dai rispettivi ultimi comizi: la candidata cinquestelle a Ostia, il candidato Pd al Parco della Musica.

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